L'amore in età adolescenziale
L’amore in età adolescenziale

L’amore in età adolescenziale

Giuliana Proietti Articoli

Quali sono i compiti di sviluppo degli adolescenti?

Gli adolescenti, nel loro percorso di crescita personale, hanno come compito anzitutto la formazione dell’identità e la separazione psicologica dai genitori, ma devono anche imparare a relazionarsi con l’altro sesso: sono processi che richiedono tempo e che si snodano attraverso tutta l’adolescenza.

Quali sono i pericoli principali in cui si imbatte l’adolescente?

L’adolescenza comporta spesso l’assunzione di rischi o decisioni di scarso giudizio, specialmente in ambienti descritti come “sensibili alla ricompensa”, dove le tentazioni di esperienze immediate di benessere sono elevate, come in situazioni romantiche e sessuali (Braams et al., 2015; Suleiman & Harden, 2016).

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Perché gli adolescenti hanno una forte pulsione sessuale?

Perché avvertono nei loro corpi dei potenti cambiamenti ormonali, innescati dagli sviluppi del cervello e del corpo. Il testosterone e gli estrogeni – ormoni sessuali maschili e femminili – sono associati a impulsi sessuali intensificati, mentre gli ormoni ossitocina e vasopressina sono implicati nella creazione di legami di attaccamento. Durante la pubertà, il volume di questi ormoni sessuali circolanti nel corpo aumenta notevolmente. Nelle ragazze, le ovaie aumentano di sei volte la loro produzione di estrogeni e nei ragazzi i testicoli producono 20 volte la quantità di testosterone.

E’ facile rapportarsi con l’altro sesso?

Nella maggior parte dei casi no: questo comporta anzi sentimenti di incertezza e di solitudine, che vengono superati solo quando ci si innamora e si comincia a frequentare stabilmente un partner.

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Cosa comporta l’innamoramento?

L’innamoramento è una forma di conforto molto importante per un adolescente, impegnato nel processo di individuazione, soprattutto perché contribuisce alla conquista dell’autonomia dai propri genitori. Si è visto che un adolescente coinvolto in una relazione sentimentale ha livelli di autonomia più elevati rispetto a coloro che ancora non si preoccupano di stabilire relazioni più mature con soggetti dell’altro sesso (Dowdy e Klever).

Quando si sperimentano le prime esperienze di coppia?

In genere le prime esperienze di coppia si sperimentano fra i 14 ed i 16 anni: ciò avviene perché il soggetto cessa di focalizzare tutta l’attenzione su di sé e rende più efficaci le interazioni con soggetti dell’altro sesso, spostando dunque l’attenzione dal sé alla relazione.

Quanto sono importanti gli amici?

A questa età sono importanti anche gli amici, perché è in questo gruppo che l’adolescente cerca di trovare una sua collocazione e reputazione, per accrescere la propria autostima: una relazione sentimentale può in qualche caso essere un mezzo per conquistare questa posizione di prestigio all’interno del gruppo dei pari.

Che rapporto hanno i giovani con il loro corpo?

Spesso lo vivono con ansia e imbarazzo: i ragazzi possono sentirsi impacciati riguardo alla sessualizzazione dei loro corpi o possono sentirsi inadeguati in termini di ideali corporei, spesso irrealistici.

Le cotte e gli amori giovanili aiutano il giovane a maturare?

Si, le cotte e gli amori giovanili sono importanti contributi all’autocomprensione e alla formazione dell’identità adolescenziale. Gli adolescenti che hanno un rapporto di coppia possono provare a sperimentare le loro identità “adulte” con i loro partner e, attraverso i feedback che ricevono, mettere maggiormente a fuoco l’immagine di sé. Inoltre, le relazioni d’amore offrono un ambiente sicuro per conoscere e sperimentare la sessualità e l’orientamento sessuale (Collins et al., 2009).

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Quando la coppia di adolescenti può considerarsi stabile?

Quando i ragazzi sono talmente intimi da confondersi l’uno nell’identità dell’altro rimanendo personalità distinte, seppure inseparabili come coppia (Erickson 1963).

Come sono i primi rapporti sessuali?

I giovani hanno spesso rapporti occasionali, non programmati e spesso non protetti: molti sono convinti che le conseguenze negative di un rapporto sessuale (gravidanza o malattie a trasmissione sessuale) siano altamente improbabili per loro.

Quali sono i pericoli cui si espongono i giovani nella coppia?

Gli adolescenti possono essere esposti a interazioni abusive e violente o ad attività sessuali indesiderate o forzate all’interno delle loro relazioni sentimentali (Mulford & Giordano, 2008). L’aggressività tra partner adolescenti è abbastanza comune (gli abusi possono venire anche dalle ragazze).

Uno studio del 2009 di Collins et al.  indica che, a seconda del campione esaminato, dal 10 al 48 per cento degli adolescenti subisce un’aggressione fisica e dal 25 al 50 per cento riferisce un’aggressione psicologica da parte del proprio partner, tra cui insulti, insulti e minacce, anche online.  Alcuni adolescenti sembrano accettare queste situazioni più di quanto sia sano, come se fossero inevitabili.

Un’indagine nazionale su oltre 2000 studenti australiani delle scuole secondarie negli anni 10, 11 e 12 ha rilevato che tra coloro che erano sessualmente attivi, un quarto aveva avuto rapporti sessuali indesiderati (Mitchell et al., 2014). I motivi addotti per fare sesso quando non volevano includevano l’essere troppo ubriachi per dire di no (49%), l’essere spaventati (28%) o messi sotto pressione dal proprio partner (53%).

Uno studio statunitense su oltre 750 studentesse ha rilevato che quasi il 50% aveva avuto almeno un’esperienza di sesso indesiderato, il 70% come parte di un “incontro” occasionale e il 57% in una relazione stabile (Garcia et al. ., 2012).

Altre sfide che devono affrontare i giovani riguardano l’amore non corrisposto e la rottura. Nel caso dell’amore non corrisposto, le fantasie dell’altro/a possono essere intense e ossessive, portando talvolta all’interpretazione errata che i sentimenti siano ricambiati. In casi estremi ciò può portare a comportamenti di acting-out, come aggressività e stalking (Leitz & Theriot, 2005), ma più comunemente l’angoscia è rivolta verso l’interno, contribuendo alla depressione e alla bassa autostima.

Le rotture sono una caratteristica molto comune delle relazioni sentimentali adolescenziali, alcune delle quali durano solo poche settimane. Tra un ampio campione di giovani poco più che ventenni in Australia e Hong Kong, l’80% ha vissuto una rottura (Moore et al., 2012). L’impatto della rottura sentimentale potrebbe non essere particolarmente grave o duraturo, soprattutto nel caso di relazioni a breve termine. Tuttavia, alcuni adolescenti sono più vulnerabili di altri. Diversi studi hanno mostrato che le rotture sentimentali possono portare alla depressione, in particolare tra coloro che hanno già sperimentato disturbi dell’umore (Davila, 2008; Welsh et al., 2003).

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Quali sono gli elementi che portano alla rottura della coppia adolescenziale?

Connolly e McIsaac (2009) hanno studiato le rotture tra gli adolescenti canadesi e hanno scoperto che i motivi più comuni addotti per porre fine a una relazione erano legati a bisogni insoddisfatti di affiliazione, intimità, sessuali o di interdipendenza. In altre parole, i giovani  tendono ad “andare avanti”  anche quando la relazione non è appagante.

Nel corso del tempo, e attraverso il dialogo con gli altri, inclusi genitori, coetanei e nuovi partner, gli adolescenti possono sviluppare quadri cognitivi per comprendere meglio la natura delle relazioni intime e imparare ad affrontare i loro alti e bassi. Un esempio viene da uno studio di Montgomery (2005) su quasi 500 giovani dai 12 ai 24 anni, in cui è stato dimostrato che gli adolescenti più grandi erano meno inclini all’idealizzazione romantica rispetto a quelli più giovani.

Quanto è importante l’educazione sessuale?

L’educazione sessuale precoce è importante: essa deve andare oltre i meccanismi del sesso e enfatizzare il rispetto reciproco, il processo decisionale e il significato del consenso e dovrebbe aiutare i giovani a resistere al bullismo relazionale e alla coercizione sessuale.

Dr. Giuliana Proietti

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Simone de Beauvoir e il Secondo Sesso
Simone de Beauvoir e il Secondo Sesso

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Il secondo sesso (Le deuxième sexe) è un saggio della filosofa e scrittrice francese Simone de Beauvoir, pubblicato a Parigi nel 1949 (Gallimard editore). In Italia uscì solo nel 1961 (Il Saggiatore).

Si tratta di un saggio filosofico e femminista, divenuto uno dei riferimenti essenziali del femminismo moderno, che fa della Beauvoir la più affermata teorica del movimento di liberazione delle donne.

Con il suo appello accademico e appassionato, la Beauvoir chiedeva l’abolizione di quello che lei chiamava il mito dell’ “eterno femminile“. Nel libro, la Beauvoir si mostra inoltre indignata nel vedere la donna trattata come un oggetto erotico e spiega perché, a suo parere, la società tiene la donna in questo stato di inferiorità.

La filosofa rivendica dunque  “l’uguaglianza nella differenza” e la necessità dell’emancipazione femminile, e non manca di fare una analisi molto dettagliata dello stato delle donne attraverso miti, civiltà, religioni, anatomia e tradizioni: il libro fu uno scandalo. Specialmente criticati furono i capitoli in cui si parlava di maternità e aborto e in quello dedicato al matrimonio, che lei vedeva come un’istituzione borghese, una forma di prostituzione femminile, in quanto la donna accettava, per tradizione e condizionamenti culturali, di vivere sotto il dominio del marito.

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Nel mettere in rilievo la condizione subordinata in cui “il secondo sesso” si è sempre trovato a vivere, a partire dall’infanzia, fino all’ iniziazione sessuale, alla maturità, alla vecchiaia, l’autrice spiega anche perché le donne si siano sempre sentite inferiori agli uomini e perché abbiano sempre dovuto scegliere il matrimonio, anziché la carriera.

Nel saggio non mancano la trattazione dei temi della sessualità, del lesbismo, della prostituzione, dell’educazione religiosa.

Con Il Secondo Sesso, la filosofa francese chiede a gran voce che la donna venga integrata nella società con gli stessi diritti e doveri dell’uomo: dall’uguaglianza del salario, alla possibilità di controllo delle nascite, dall’aborto legale a tutti i riconoscimenti civili, politici e giuridici che possiedono gli uomini.

Tutto quello che oggi appare forse un po’ scontato, quando uscì questo saggio, era ancora solamente un sogno: non stupisce dunque che questo libro sia divenuto un punto di riferimento per chi studia la condizione della donna e per il movimento femminista.

Giuliana Proietti

Dr. Giuliana Proietti Email: info@giulianaproietti.it
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Gli eunuchi: chi erano?

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Il termine

Il termine “eunuco”  non deriva, come si potrebbe pensare, dall’operazione che un uomo subiva ai genitali, ma dalla funzione prevalente che svolgeva, ovvero quella di “custode del letto”, cioè direttore dell’harem (dal greco eunûchos, custode del letto, tramite il latino eunūchus) . 

Citazioni bibliche

Gli eunuchi sono spesso citati nella Bibbia, ad esempio nel Libro di Isaia. Sebbene gli ebrei non praticassero questo costume, essi potevano incontrare eunuchi provenienti da altre culture, come nell’antico Egitto, Babilonia, nell’impero persiano e nell’antica Roma.

Va detto però che esiste una certa confusione riguardo a queste citazioni bibliche presenti nell’antico Testamento, visto che il termine ebraico per eunuco è  saris (סריס), parola che può riferirsi anche a servi o  aiutanti presenti nella casa, che svolgevano le funzioni normalmente affidate agli eunuchi. Ad esempio, il servo reale dell’antico Egitto, Potiphar viene definito saris nella Genesi 39:1, sebbene non risulta che fosse castrato.

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La castrazione

La castrazione veniva eseguita al più presto possibile, ovviamente senza il consenso dell’interessato. Le prime testimonianze di castrazione per la produzione di eunuchi sono state trovate nella città sumera di Lagash nel XXI secolo A.C.  Oltre che nell’età antica, la pratica dell’evirazione fu presente anche in epoca medievale ed è persistita fino all’età moderna, in Europa, Asia e Africa. Gli eunuchi venivano privati della loro virilità tramite un’operazione che consisteva nell’asportazione, tramite un solo colpo di coltello ben affilato, del pene e dello scroto.

Se la mutilazione genitale avveniva in età prepuberale, la percentuale dei sopravvissuti all’intervento era abbastanza alta, ma  non vi era poi uno sviluppo adeguato della sessualità secondaria: voce, massa muscolare poco tonica, apatia, indole tendenzialmente remissiva e poco intraprendente.

Un’evirazione in età post-puberale (a cui sopravvivevano in pochissimi) manteneva invece inalterate le caratteristiche sessuali secondarie (voce profonda, buon tono muscolare, indole maggiormente volitiva) rendendo questi eunuchi più ricercati e desiderabili.

Come venivano utilizzati

Originariamente gli eunuchi venivano utilizzati come camerieri segreti dei principi, in Oriente, a Grecia e a Roma (Secondo fonti islamiche coeve o di poco successive, il califfo abbaside al-Muqtadir possedeva 11.000 eunuchi: 4.000 Greci e 7.000 Africani). Nell’Impero cinese essi erano adibiti alla cura dell’imperatore e della sua famiglia, ma potevano ottenere  anche cariche importanti nella burocrazia imperiale, il che avveniva di frequente anche nell’Impero bizantino, dove gli evirati potevano accedere a cariche elevate nella gerarchia civile, ecclesiastica e militare.

In Oriente gli eunuchi, in quanto impotenti e sterili, oltre che come custodi degli harem si rivelavano utili anche per importanti e delicate funzioni: civili, militari o religiose (poiché meno propensi a pratiche di nepotismo).

Dr. Giuliana ProiettiAlbo degli Psicologi Lazio n. 8407
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I cantanti eunuchi

Un’altra ragione per cui si eviravano i ragazzi era quella di esaltare il registro canoro alto, particolarmente ricercato nei cori ecclesiastici o nel teatro civile dove, fino all’età moderna, le donne non erano ammesse. Gli eunuchi castrati prima della pubertà venivano dunque istruiti al canto, a causa delle loro belle voci, che potevano raggiungere tonalità molto alte. Non sempre i castrati però avevano delle belle voci, mentre sicuramente perdevano le loro capacità riproduttive.

Dr. Giuliana Proietti

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