MMPI Tutto sul test Minnesota
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Terapia di Coppia con Giuliana ProiettiLa Terapia di Coppia è solo a un click da casa tua!
Dr. Giuliana Proietti
Tel. 347 0375949
Costo della Terapia online:
70 euro, individuale e di coppia

Cosa è il Minnesota Multiphasic Personality Inventory (MMPI) ?

Si tratta di un test psicologico che valuta i tratti della personalità e la eventuale psicopatologia presente nel soggetto che vi si sottopone.

Perché si chiama così?

Perché fu sviluppato nell’ospedale dell’ Università del Minnesota. I suoi creatori, Starke R. Hathaway, psicologo clinico, e J. Charnley McKinley, neuropsichiatra, cominciarono a lavorare sul test alla fine degli anni 30, con il contributo finanziario dell’Università del Minnesota.
All’epoca l’interesse per questo strumento diagnostico era molto alto, per fare diagnosi differenziale nella selezione del corpo militare.

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In quale ambito pensi di avere un problema?

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Come è stato costruito il test?

I due autori hanno utilizzato un tipo di valutazione empirica: hanno prima elaborato circa mille affermazioni che poi, in un secondo momento, hanno presentato ad alcuni pazienti con problemi specifici: ipocondriaci, depressi, isterici, paranoici, etc. dell’Ospedale dell’Università del Minnesota e a soggetti appartenenti alla popolazione generale (visitatori, parenti o amici dei pazienti). Delle affermazioni iniziali sono state selezionate quelle considerate in grado di discriminare il gruppo dei “normali” dal gruppo dei “patologici”.

Perché il test è stato modificato?

Il test è stato modificato negli anni ’90 (da MMPI a MMPI-2) nel 14% degli item, sia nella forma, sia nel contenuto.  E’ stato reso più attuale il linguaggio, sono stati eliminati i termini desueti, sono state cambiate le parole con possibili connotazioni sessiste o religiose e  inseriti nuovi items.

Per che cosa si usa?

Il test è destinato a testare persone che potrebbero avere problemi di salute mentale, o altri problemi clinici.

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Può essere somministrato a popolazioni non cliniche?

Il test non è nato per essere somministrato a popolazioni non cliniche, può tuttavia essere utilizzato per valutare la stabilità psicologica di persone che svolgono professioni ad “alto rischio” come, ad esempio,  i piloti di linea. Il suo utilizzo in questa modalità è un tema davvero molto controverso, perché ovviamente la persona con problemi psichici li dichiara con sincerità solo in ambito clinico, quando pensa che il terapeuta possa usare i dati raccolti nell’MMPI per formulare una diagnosi, cui seguirà una terapia. Al di fuori dell’ambito clinico nessuno ha interesse a denunciare le sue fragilità e le sue problematiche.

Il test può essere usato con gli adolescenti?

Esiste una versione del test, l’MMPI-A, che è progettata esclusivamente per gli adolescenti.

Esiste una versione abbreviata del test?

Si, esiste una forma abbreviata del test, usata raramente, che consiste nei primi 370 elementi dell’MMPI-2. La versione breve viene utilizzata principalmente in circostanze che non consentono il completamento della versione completa (ad esempio, per malattia o fretta).

Quanto tempo si impiega per fare il test?

L’MMPI-2, composto di 567 domande vero/falso e richiede circa un’ora e mezza per la sua compilazione. Il più recente MMPI-2-RF, pubblicato nel 2008 e contenente solo 338 domande vero/falso richiede circa la metà del tempo (di solito circa 40-50 minuti), ma l’MMPI-2 è ancora il test più utilizzato perché considerato più completo.

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Chi ha curato l’edizione italiana?

La versione italiana dell’MMPI-2 è stata curata da Paolo Pancheri e Saulo Sirigatti ed è stata pubblicata da Giunti Psychometrics nel 1995. Il campione utilizzato per la standardizzazione italiana – avvenuta sempre nel 1995 – è stato di 1375 soggetti (403 maschi e 972 femmine).

Chi può somministrare questo test?

L’MMPI è uno strumento psicologico protetto, che può essere somministrato e interpretato solo da uno psicologo appositamente formato (il test non è reperibile online). Dopo che il computer ha valutato i risultati del test, lo psicologo redige un rapporto, interpretando i risultati del test nel contesto della storia della persona, raccolta attraverso uno o più colloqui clinici.

Come funziona?

L’MMPI-2 è progettato con 10 scale cliniche. che valutano 10 categorie principali di comportamento umano considerato patologico e quattro scale di validità, che valutano l’atteggiamento generale della persona nel sostenere il test e se ha risposto agli elementi del test in modo veritiero e accurato.

Si può barare a questo test?

Assolutamente si: una persona può decidere, per qualsiasi motivo, di sovrastimare (esagerare) o sottostimare (negare) il comportamento valutato dal test. Tuttavia, vi sono quattro scale di validità che sono progettate per misurare l’atteggiamento di una persona nel sostenere il test e l’approccio al test e per cercare di capire se le sue risposte sono coerenti (e dunque, possibilmente, sincere).


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Quali sono le scale di validità del test MMPI-2?

Le scale di validità hanno lo scopo di valutare in quale misura il candidato ha compilato il questionario con sincerità e accuratezza:

  • L: la scala L (Lie, Menzogna) è riferita ad alcune frasi i cui comportamenti illustrati per la quasi totalità delle persone sono veri o falsi; la situazione rappresentata è difficilmente reale, ma ideale. Per essere giudicati più positivamente, si preferisce quindi falsificare la risposta.
  • F: la scala F (Frequency, Frequenza) indica la possibilità di esagerazione dei sintomi, che può essere dovuta a risposte casuali, simulazioni di malattia o desiderio di anticonformismo. Inoltre indica il momento da cui si inizia a dare risposte senza attenzione alle domande o per stanchezza o per scarso interesse.
  • K: la scala K (Correction, Correzione) indica un atteggiamento di difesa nei confronti del questionario oppure una tendenza al non far trasparire alcuni problemi.
  • Fb: la scala Fb (Frequency back, Frequenza posteriore) indica il mantenimento dell’attenzione durante la compilazione.
  • VRIN: la scala VRIN (Variable Response Inconsistency, Incoerenza nelle risposte variabili) valuta la tendenza all’aver dato risposte non coerenti per dare un’immagine di sé non credibile.
  • TRIN: la scala TRIN (True Response Inconsistency, Incoerenza nelle risposte “vero”) valuta analoghe tendenze come la VRIN.
  • ?: la scala ? (Cannot say, Non so) indica gli item cui non si è risposto ed è considerata una scala impropria.

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Quali sono le scale cliniche di base?

Le scale di base hanno lo scopo di valutare le dimensioni più significative della personalità del candidato:

  • Hs: la scala Hs (Hypocondrias, Ipocondria) indica la presenza di problemi fisici caratteristici degli ipocondriaci.
  • D: la scala D (Depression, Depressione) indica la presenza di sintomi di tipo depressivo.
  • Hy: la scala Hy (Hysteria, Isteria di conversione) indica la tendenza a somatizzare alcune emozioni e disagi di tipo psichico.
  • Pd: la scala Pd (Psychopathic Deviate, Deviazione psicopatica) indica la carenza di controllo sulle risposte emotive e la capacità di interiorizzare le regole sociali.[7]
  • Mf: la scala Mf (Masculinity-Femminility, Mascolinità-femminilità) indica l’insieme di tutti quegli aspetti (interessi, atteggiamenti, etc.) tendenzialmente mascolini o femminili.
  • Pa: la scala Pa (Paranoia, Paranoia) indica sintomi di tipo paranoide (ideazioni deliranti, manie di grandezza, etc.)
  • Pt: la scala Pt (Psychastenia, Psicastenia) indica i rituali fobici e i comportamenti di tipo ossessivo-compulsivo fino ad un’ideazione delirante.
  • Sc: la scala Sc (Schizophrenia, Schizofrenia) indica esperienze di tipo insolito tipiche degli schizofrenici.
  • Ma: la scala Ma (Hypomania, Mania) indica stati ipomaniacali (idee di grandezza, alto livello di attività, etc.).
  • Si: la scala Si (Social Introversion, Introversione sociale) indica le difficoltà che il soggetto riscontra nei rapporti con gli altri.

Vi sono poi scale supplementari che approfondiscono temi propri alle scale di base. Ad esempio: ansia, disadattamento scolastico, ruolo femminile, ruolo maschile, disagio coniugale, ecc.

Il risultato di un test MMPI quanto vale nel tempo?

Pochissimo: il risultato del test è una sorta di fotografia istantanea dello stato d’animo di una persona in un momento dato.

Dr. Giuliana Proietti

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Le preoccupazioni per la salute: quali sono sbagliate
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Dr. Giuliana ProiettiAlbo degli Psicologi Lazio n. 8407
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Tutti, ovviamente, si preoccupano per la salute, propria e dei propri cari, ma molti di noi si preoccupano per cose che non producono alcun danno allo stato di salute, o hanno probabilità veramente minime di poterlo fare. Dunque, tutte ansie inutili.

Mettiamo dunque a confronto le preoccupazioni più comuni per la salute e le condizioni più comuni che effettivamente possono accorciare la vita.

Dr. Giuliana Proietti Email: info@giulianaproietti.it
Skype: giuliana.proietti
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Minacce per la salute pericolose, ma rare

  • Danni causati dai fulmini: negli Stati Uniti i fulmini uccidono circa 25 persone ogni anno. Ogni anno, il rischio per la persona media è inferiore a uno su un milione. Si contano anche diverse centinaia di feriti dovuti a fulmini, ma non sono stati casi mortali. Anche se i fulmini colpiscono la terra milioni di volte ogni anno, le probabilità che una persona venga colpita da un fulmine sono piuttosto basse.
  • Morire in un incidente aereo: il rischio annuale di morire in un incidente aereo per l’americano medio è di circa uno su 11 milioni . Naturalmente il rischio è ancora minore se non si vola mai, e maggiore se si vola regolarmente su piccoli aerei in caso di maltempo con piloti inesperti. In confronto, il rischio medio annuo di morire in un incidente stradale è di circa 1 su 5.000.
  • Ferite e morti da morsi di serpente: secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, si stima che ogni anno negli Stati Uniti tra le 7.000 e le 8.000 persone vengano morse da serpenti velenosi. Le lesioni permanenti sono rare e i decessi sono piuttosto rari (circa cinque all’anno). Nelle parti del paese dove non vivono serpenti velenosi, il rischio è sostanzialmente pari a zero.
  • Attacchi di squali: in tutto il mondo, ogni anno si verificano circa 70 attacchi di squali, sei dei quali sono fatali. Nel 2022 negli Stati Uniti si sono verificati 41 attacchi, due dei quali mortali.
  • Sedili dei bagni pubblici: possono sembrare sporchi, ma rappresentano un rischio minimo o nullo per la salute della persona media. Sebbene sia ragionevole pulire il sedile e rivestirlo con della carta prima di toccare la tavoletta, i timori per la salute non dovrebbero preoccupare.
    Non sto suggerendo che questi non rappresentino alcun pericolo, soprattutto se ti trovi in ​​situazioni di maggior rischio. Se ti trovi su una spiaggia dove sono stati avvistati squali e nelle vicinanze si trovano foche, è meglio non nuotare lì. In caso di dubbio, è una buona idea applicare il buon senso e peccare per motivi di sicurezza.

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Quali sono le situazioni veramente pericolose?

Negli Stati Uniti, queste cinque condizioni hanno causato il maggior numero di vittime nel 2022:

  • cardiopatia
  • cancro
  • lesioni non intenzionali (compresi incidenti automobilistici, overdose di droga e cadute)
  • COVID 19
  • ictus.

Questo elenco varia in base all’età. Ad esempio, in America le armi da fuoco sono la principale causa di morte tra bambini e adolescenti (da 1 a 19 anni). Per gli adolescenti più grandi (dai 15 ai 19 anni), le tre principali cause di morte sono state gli incidenti, gli omicidi e i suicidi.

Nella classifica di ricerche Google sul tema della salute nel 2023 c’erano:

  • Per quanto tempo è contagioso il mal di gola?
  • Quanto è contagioso il mal di gola?
  • Come abbassare il colesterolo?
  • Cosa aiuta contro il gonfiore?
  • Cosa causa la pressione bassa?

La mancanza di sovrapposizione tra le principali cause di morte e le più comuni ricerche online relative alla salute non sorprende: sono i più giovani, infatti, a usare Google ed essi potrebbero non essere preoccupati per malattie cardiache, cancro o ictus. Inoltre, le ricerche online potrebbero riflettere preoccupazioni quotidiane ( quando mio figlio potrà tornare a scuola, dopo aver avuto il mal di gola? ) piuttosto che condizioni di lungo termine, come malattie cardiache o cancro.

Terapie online Dr. Giuliana Proietti

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In conclusione, tuttavia, ciò che si voleva dire è che preoccuparsi dell’igiene del water è importante, ma per vivere meglio e più a lungo ciò che va in particolare curato, a titolo di prevenzione, non è quello, ma quanto segue:

  • Scelta di una dieta sana per il cuore,
  • Avere un rapporto di fiducia con il medico di base, fare controlli della pressione arteriosa e tutti gli screening del cancro, come la mammografia o lo screening per il cancro del colon-retto,
  • Guidare in modo più sicuro . Rispettare il limite di velocità, guidare con cautela, indossare sempre la cintura di sicurezza e non guidare se si è bevuto,
  • Non fumare,
  • Fare esercizio fisico regolare.

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Fonte:
How well do you worry about your health?

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Psicologia e mantenimento del peso

Psicologia e mantenimento del peso

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Mantenere il peso corporeo desiderato è spesso una sfida complessa che va oltre il semplice conteggio delle calorie e l’attività fisica regolare. L’atteggiamento mentale e la psicologia dell’alimentazione giocano un ruolo fondamentale nel successo a lungo termine nel mantenimento del peso. Ecco, dunque, qualche informazione in più e dei consigli per cercare di mantenere un atteggiamento coerente.

Perché non si riesce a mantenere il peso corporeo?

La maggior parte delle persone riesce ad ottenere con successo una perdita di peso in termini relativamente brevi, seguita da un plateau ponderale e poi, purtroppo, da un progressivo recupero del peso. In una meta-analisi di 29 studi a lungo termine sulla perdita di peso, più della metà del peso perso è stato riacquistato entro due anni, e entro cinque anni è stato riacquistato più dell’80% del peso perso. Ciò significa che solo un individuo su cinque in sovrappeso riesce a perdere peso a lungo termine.

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Cosa hanno di particolare le persone che riescono a mantenere il peso?

Sulla base degli studi del National Weight Control Registry, un database di oltre 4.000 individui che hanno mantenuto una perdita di peso corporeo di almeno il 10% per almeno un anno, si sono riscontrati vari comportamenti volti a ridurre l’apporto energetico, come limitare gli alimenti ad alto contenuto calorico e le bevande zuccherate, il controllo delle porzioni, un modello alimentare coerente nell’arco dei giorni, l’aumento del consumo di frutta e verdura, oltre ad essere fisicamente attivi per almeno un’ora al giorno.

Quanto è importante l’atteggiamento mentale?

L’atteggiamento mentale è il fondamento su cui si basa la capacità di mantenere il peso. Un atteggiamento positivo e motivato può, infatti, influenzare significativamente le abitudini alimentari e lo stile di vita.  I dati confermano l’importanza dell’autoregolamentazione, e in particolare dell’automonitoraggio dei comportamenti quotidiani che guidano l’assunzione e la spesa energetica, in particolare i comportamenti alimentari. Coloro che hanno un’elevato senso di autoefficacia e continuano a svolgere attività fisica, hanno maggiore successo nel sostenere la perdita di peso. E’ importante rimanere perseveranti di fronte agli insuccessi, continuando a monitorare i comportamenti alimentari, avendo come obiettivo un miglioramento della salute e dell’aspetto, grazie al peso ridotto.

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Quali sono i suggerimenti per riuscire ad essere costanti nel controllo del peso?

Eccone alcuni:

  • Coltivare l’Autostima: Un basso senso di autostima può portare a comportamenti alimentari disfunzionali e ad una tendenza ad auto-sabotare gli sforzi per mantenere il peso. Praticare l’auto-compassione e apprezzare il proprio valore può invece aiutare a superare queste difficoltà, così come svolgere attività che fanno sentire bene, che appassionano e che possono contribuire a mantenere un atteggiamento maggiormente positivo verso se stessi.
  • Affrontare i Pensieri Distruttivi: Spesso, pensieri negativi riguardo al cibo, al peso e all’aspetto fisico possono annientare i propri sforzi, anche senza consapevolezza. Identificare e affrontare questi pensieri distruttivi è essenziale per mantenere una prospettiva equilibrata e positiva, così come essere gentili con se stessi, cercare supporto quando se ne sente il bisogno e mantenere sempre uno spirito positivo.
  • Cambiare la Prospettiva: Piuttosto che concentrarsi esclusivamente sul numero che appare sulla bilancia,  concentrarsi su obiettivi di salute a lungo termine, come il miglioramento della resistenza, della forza e della agilità.
  • Consapevolezza Alimentare: Può essere utile tenere un diario alimentare, monitorando le porzioni e le attività fisiche svolte nella giornata. Praticare la consapevolezza alimentare significa anche imparare a mangiare lentamente, godendo pienamente dei sapori e delle sensazioni fisiche di sazietà.
  • Gestione dello Stress: Lo stress può essere un fattore scatenante per eventuali abbuffate, che fanno ingrassare. Praticare tecniche di gestione dello stress, come la meditazione, lo yoga, il training autogeno o la respirazione profonda, può aiutare a ridurre l’ansia e a promuovere scelte alimentari più sane.
  • Pianificazione dei Pasti: Preparare i pasti in anticipo e pianificare gli spuntini può aiutare a evitare decisioni alimentari impulsive e poco salutari. Inoltre, assicurarsi di avere cibi sani e nutrienti a portata di mano può ridurre la tentazione di optare per opzioni meno salutari.
  • Affrontare le Emozioni: Molte persone ricorrono al cibo per affrontare emozioni negative come la tristezza, la noia o lo stress. Sviluppare alternative sane per affrontare queste emozioni, come l’esercizio fisico, l’arte o la socializzazione, può ridurre la dipendenza dal cibo come meccanismo di coping. E’ importante cercare supporto da parte di amici o familiari per affrontare le emozioni negative in modo sano.
  • Consulenza Professionale: Se si hanno difficoltà a mantenere il peso è bene cercare aiuto da parte di professionisti come nutrizionisti, dietologi, psicologi specializzati in disturbi alimentari. Queste figure esperte possono fornire supporto psicologico, consigli nutrizionali personalizzati e strategie per affrontare le difficoltà legate al mantenimento del peso.

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  • Puntare su Cambiamenti Graduali e Sostenibili:  Per mantenere il peso nel lungo termine, è importante adottare cambiamenti graduali e sostenibili nello stile di vita. Evitare le diete drastiche o i programmi dimagranti veloci che possono portare a un effetto yo-yo sul peso. Piuttosto, concentrarsi su piccoli cambiamenti quotidiani come aumentare l’attività fisica, mangiare porzioni più piccole o scegliere cibi più sani. Questi cambiamenti progressivi sono più facili da mantenere nel tempo.
  • Celebrare i Successi: Riconoscere e celebrare i propri successi, anche quelli più piccoli, può rafforzare la motivazione e l’autostima. Premiarsi con qualcosa di non alimentare, come un massaggio, un libro o del tempo libero, può mantenere alto il morale e l’impegno nel mantenimento del peso.
  • Sopportare il disagio: Ciò significa imparare a sopportare il disagio di sentirsi occasionalmente affamati, di fare attività fisica invece di mangiare per lo stress e saper distinguere razionalmente la ricerca di ricompensa rispetto alla fame reale. Resistere, cercando non solo di accettare, ma alla fine di abbracciare questi inevitabili disagi che hanno lo scopo di mantenere il corpo in buona salute e di vivere più a lungo.

In conclusione, mantenere il peso ideale richiede non solo impegno fisico, ma anche un atteggiamento mentale positivo e consapevole, sviluppare una relazione sana con il cibo, imparare a gestire lo stress in modo efficace, adottare cambiamenti graduali nello stile di vita e lavorare sulla propria autostima: questi sono i passaggi chiave per raggiungere questo obiettivo. Trovare la strategia giusta per sé può richiedere tempo ed esperimenti vari: l’importante è non perdere mai la motivazione e andare avanti.

Dr. Giuliana Proietti


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Fonte principale:
Harvard Medical school 

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