Come migliorare il proprio stile di Comunicazione
Come migliorare il proprio stile di Comunicazione

Come migliorare il proprio stile di Comunicazione

Giuliana Proietti Articoli

La comunicazione è una componente essenziale della nostra vita quotidiana:  interagiamo infatti ogni giorno con amici, familiari, colleghi di lavoro, o persone sconosciute. In ciascuno di questi casi, avere un buono stile di comunicazione può fare la differenza tra un’interazione positiva e una che porta a fraintendimenti o tensioni. Avere un buon stile di comunicazione può essere di grande aiuto soprattutto per superare i momenti di difficoltà (conflittualità, imbarazzo, ecc.) nelle relazioni sociali.

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Ecco dunque qualche suggerimento pratico per migliorare il proprio stile di comunicazione:

Ascolto attivo: In primis, saper ascoltare gli altri. Uno dei pilastri fondamentali della comunicazione efficace è l’ascolto attivo. Questo significa saper prestare attenzione a ciò che l’altra persona sta dicendo, evitando di fare quello che la maggior parte delle persone fa, sbagliando: pensare a cosa dire successivamente.

E’ una buona cosa porre domande di approfondimento per chiarire i punti che non si sono compresi completamente, ed evitare di riportare il discorso su se stessi, sulle proprie opinioni e le proprie esperienze. L’ascolto attivo dimostra rispetto per l’interlocutore e mostra all’altro che si è realmente interessati a quanto sta dicendo.

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Chiarezza e Brevità dei discorsi: Evitare l’ambiguità e la confusione cercando di comunicare sempre in modo chiaro e conciso.

E’ consigliabile organizzare i propri discorsi prima di parlare con l’interlocutore e scegliere sempre le parole con cura. Evitare di usare espressioni gergali o tecnicismi con chi potrebbe non essere familiare con determinati argomenti. Lo scopo principale della comunicazione non è fare bella figura, ma farsi comprendere!


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Adattare il proprio messaggio all’interlocutore: Se si sta comunicando con qualcuno che non è esperto in un determinato argomento, è buona cosa semplificare i concetti più complessi e usare esempi concreti per spiegare meglio quanto si sta dicendo.

Mantenere la consapevolezza sul proprio linguaggio non verbale: La comunicazione non verbale svolge un ruolo importante nella trasmissione, anche involontaria, dei propri messaggi. Fare attenzione alla propria espressione facciale, al contatto visivo, alla postura e ai gesti. Assicurarsi che il linguaggio non verbale sia coerente con ciò che si sta dicendo, in modo da non creare fraintendimenti.

Prestare attenzione ai segnali non verbali dell’altro/a: A volte ci concentriamo su quello che una persona sta dicendo, ma non facciamo attenzione a ciò che invece questa persona comunica col corpo: le sue espressioni, le sue posture, la distanza che tiene da noi, il modo di guardarci o di darci la mano, possono invece integrare in modo mirabile i contenuti dei messaggi che l’interlocutore sta inviando.

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Notare gli eventuali comportamenti ‘incongruenti’: E’ molto importante riuscire a capire se una persona è veramente sincera con noi: per farlo occorre imparare a guardare se c’è similitudine fra il suo linguaggio verbale e quello gestuale. Esempio: si dice tranquilla e invece mostra chiari segnali di ansia: in questo caso il linguaggio non verbale è sicuramente più affidabile di quello verbale.

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Concentrarsi sul tono della voce. Anche il tono di voce dice molto sulla persona che parla. Ad esempio, nei momenti di difficoltà, questo si abbassa o si alza notevolmente, e queste sono indicazioni utili per comprendere qualcosa di più su come chi parla si rapporta a ciò che dice. Occorre dunque concentrarsi sul proprio tono di voce, imparando ad esempio a scandire bene le parole e ad esprimerle in tono più alto, ma anche notare il tono della voce degli altri, per dedurne lo stato emotivo.

Usare il contatto oculare. Guardare una persona insistentemente negli occhi è un modo per rendersi antipatici, o per farle capire che abbiamo un particolare interesse per lei. Nelle situazioni normali è bene guardare sempre l’interlocutore negli occhi, distraendosene solo per pause della durata di quattro-cinque secondi e non di più. Anche questo ha lo scopo di mostrare interesse e attenzione.

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Evitare le distrazioni: Quando si sta comunicando con qualcuno, mettere da parte le distrazioni come il telefono o altre attività che possano interrompere il flusso della conversazione. Mostrare rispetto all’altro/a e dedicare piena attenzione per tutta la durata della conversazione.

Sviluppare empatia: Cercare di mettersi nei panni dell’interlocutore e di comprendere le sue opinioni e i suoi sentimenti. L’empatia aiuta a comunicare in modo più efficace, rispondendo alle esigenze e alle preoccupazioni degli altri in modo sensibile e rispettoso.

Fare uso dell’umorismo: L’umorismo può essere un ottimo strumento per creare legami sociali e alleggerire l’atmosfera durante una conversazione, specie se conflittuale. E’ bene tuttavia usare l’umorismo in modo appropriato, facendo attenzione a non esagerare con l’ironia o il sarcasmo.

Considerare sempre il contesto: In alcune situazioni è necessario essere formali, in altre ci si può permettere di essere più spontanei: è bene che i comportamenti siano sempre adeguati al contesto. Esempio: è fuori luogo fare battute sul disordine nella scrivania della persona che ci sta facendo un colloquio di lavoro! Un’eccessiva rigidità, d’altra parte, non giova: occorre saper capire quando ci si può permettere di accorciare le distanze con l’interlocutore e quando no.

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Fare pratica, tanta pratica: Per imparare a gestire bene la propria comunicazione servono sicuramente queste nozioni teoriche che abbiamo fin qui brevemente delineato, ma soprattutto occorre sperimentare sul campo: se si vuole davvero migliorare, ogni occasione di incontro sociale deve essere vista come quella giusta per migliorare l’approccio e per acquisire quelle abilità sociali che poi, con il tempo, a forza di praticarle, diventeranno abitudini.

Dr. Giuliana Proietti

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