Il linguaggio del corpo: qualche riflessione
Il linguaggio del corpo: qualche riflessione

Il linguaggio del corpo: qualche riflessione

Giuliana Proietti Articoli

E’ più antico il linguaggio verbale o il linguaggio gestuale?

Il linguaggio gestuale. Nella nostra lunga evoluzione, il linguaggio verbale è entrato nel nostro repertorio comunicativo solo in tempi recenti ed è utilizzato principalmente per trasmettere fatti e dati.

Quando si è sviluppato il linguaggio verbale?

Il linguaggio verbale è nato probabilmente tra due milioni e cinquecentomila anni fa, periodo durante il quale il cervello umano ha triplicato le sue dimensioni.

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Come comunicavano gli esseri umani prima della diffusione del linguaggio verbale?

Prima di allora, le principali forme di trasmissione di emozioni e sentimenti, avvenivano attraverso il linguaggio del corpo e suoni emessi dalla gola, spesso imitando i suoni della natura.

Dr. Giuliana Proietti Email: info@giulianaproietti.it
Skype: giuliana.proietti

Chi ha cominciato, per primo, a studiare il linguaggio del corpo?

La prima opera influente fu senz’altro L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali di Charles Darwin, pubblicata nel 1872. Da queste riflessioni sono nati gli studi moderni sulle espressioni facciali e sul linguaggio del corpo, e molte delle idee e delle osservazioni di Darwin sono state da allora convalidate da ricercatori di tutto il mondo.

Quanto conta il linguaggio del corpo, rispetto al linguaggio verbale?

Albert Mehrabian, un pioniere dello studio del linguaggio del corpo negli anni ’50, scoprì che l’impatto totale di un messaggio è per il 7% verbale (solo parole), per il 38% paraverbale (compreso il tono della voce, l’inflessione e altri suoni) e per il 55% non verbale.

Cosa è la cinetica?

E’ una disciplina creata dall’antropologo Ray Birdwhistell, che ha studiato la comunicazione non verbale tra gli esseri umani. La cinetica è una metodologia che si occupa degli aspetti comunicativi appresi ed eseguiti attraverso i movimenti del corpo. L’antropologo ha stimato che la persona media pronuncia parole per un totale di circa dieci o undici minuti al giorno, che la frase media dura solo 2,5 secondi e che l’essere umano può creare e riconoscere circa 250.000 espressioni facciali.

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Il linguaggio del corpo può rivelare emozioni e pensieri?

Si, in quanto è un riflesso esteriore della condizione emotiva di una persona. Ad esempio, un uomo che si preoccupa di ingrassare può tirare la piega della pelle sotto il mento; la donna che si accorge di avere dei chili in più sulle cosce può lisciarsi il vestito; la persona che ha paura o si sente sulla difensiva potrebbe incrociare le braccia o incrociare le gambe o entrambi; e un uomo che parla con una donna dai seni grandi può evitare consapevolmente di fissarne il seno mentre, allo stesso tempo, usa inconsciamente gesti di “brancolamento” con le mani.

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Le persone sono consapevoli del linguaggio del corpo?

No, la maggior parte delle persone è inconsapevole dei segnali del linguaggio del corpo e del loro impatto.

Perché le donne sono più esperte nel comprendere questo tipo di linguaggio?

Perché le donne, in genere, sono più “percettive”, il che significa che sono in grado di individuare le contraddizioni tra le parole e il linguaggio del corpo di qualcuno. Le donne hanno una capacità innata di captare e decifrare i segnali non verbali, oltre ad avere un occhio attento per i piccoli dettagli, perché devono essere abili a comprendere i bisogni dei figli, anche quando non sono biologicamente pronti per esprimerli.

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Cosa mostrano le scansioni cerebrali?

Le scansioni cerebrali con risonanza magnetica (MRI) mostrano che le donne hanno una capacità molto maggiore di comunicare e valutare le persone, rispetto agli uomini: esse hanno da quattordici a sedici aree del cervello per valutare il comportamento degli altri, rispetto alle quattro-sei aree di un uomo. Questo spiega come una donna possa partecipare a una cena e capire rapidamente lo stato delle relazioni delle altre coppie presenti alla festa: chi ha litigato, a chi piace chi e così via.

Dr. Giuliana Proietti

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