La presenza del padre in sala parto
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La presenza del padre in sala parto

La presenza del padre in sala parto

Giuliana Proietti Articoli

Quanto spesso gli uomini assistono il parto della loro compagna?

Nel mondo occidentale si stima che oltre il 90 per cento dei padri partecipi alla nascita dei figli.

Perché la percentuale è così alta?

Alcuni padri assistono al parto perché sentono che si tratti di “un dovere”, nei confronti della partoriente e del bambino e non perché desiderano vivere questa esperienza.

Quale categoria di uomini è, in genere, presente in sala parto?

La ricerca sul ruolo del padre in gravidanza e in sala parto si è concentrata principalmente sugli uomini della classe media bianca ed è stata per lo più di tipo qualitativo. La ricerca su individui non appartenenti a questa classe sociale è stata molto minore, ma ha mostrato in ogni caso un minore coinvolgimento dei padri, se appartenenti a gruppi socioeconomici più svantaggiati. Essi infatti mostrano un minore interesse verso le informazioni fornite nei corsi di preparazione al parto e non si sentono parte del processo decisionale.

Come vivere bene anche se in coppia

Come descrivono questa esperienza?

Tra i papà che hanno partecipato alla nascita dei figli, molti sostengono che l’esperienza sia stata una delle più preziose della propria vita, mentre altri dicono che non lo rifarebbero, perché non vorrebbero di nuovo vedere la persona che amano soffrire i forti dolori del parto e provare l’angoscia di non poter fare assolutamente nulla, né per aiutare la madre, né il bambino. Altri ancora non hanno gradito l’esperienza, al punto di sviluppare un disturbo post traumatico da stress, che poi ha influenzato negativamente anche la vita sessuale.

E’ necessaria la presenza del padre in sala parto?

Sicuramente non è sbagliata l’idea che il bambino nasca in una situazione molto simile a quella in cui è stato concepito, fra i suoi due genitori, dei quali possa sentire la presenza e gli odori. Esistono tuttavia dei padri che davvero non sono portati per vivere questa esperienza, perché non sono sufficientemente preparati, o hanno problemi personali (temono di vedere soffrire la loro partner, di non riuscire ad affrontare la situazione, svenire, avere una crisi di panico, non avere risposte comportamentali appropriate, ecc.). In questo caso i padri possono essere davvero di nessun aiuto, o diventare perfino un ostacolo.

Perché molti uomini non ce la fanno?

Per secoli e millenni, la gravidanza e il parto sono state sempre “cose da donne”. È per questo che a molti uomini assistere al parto può sembrare un’esperienza innaturale, non prevista dal loro DNA: gli uomini infatti sentono di dover  “risolvere” i problemi con determinazione e coraggio, mentre nell’assistere al parto tutto quello che devono fare è mostrarsi empatici, pazienti, rassicuranti, sostenendo e testimoniando gli sforzi fatti dalla loro compagna che sta mettendo al mondo un bambino.

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Perché le donne amano avere il partner in sala parto?

Le ricerche mostrano che le donne attribuiscono un valore elevato alla presenza e al sostegno del  partner durante il travaglio, poiché le porta a una riduzione dell’ansia, a un minore dolore percepito, a una maggiore soddisfazione per l’esperienza della nascita, minori tassi di depressione postnatale e migliori risultati nella crescita del bambino. Il supporto desiderato dal partner è soprattutto un conforto affettivo, con comportamenti di cura ed empatia.

Corsi di preparazione al parto: sono necessari?

E’ necessario che gli uomini che desiderano assistere al parto abbiano alle spalle una buona formazione, che riguardi non solo la costituzione di un bagaglio di importanti informazioni, ma anche la possibilità di fare domande o di condividere pensieri ed emozioni con altre persone che vivono la stessa esperienza.

A volte tuttavia la presenza delle partorienti, nei corsi dedicati alle coppie, può essere un limite, in quanto i padri possono sentirsi indiscreti a parlare di alcuni argomenti, come la vita sessuale o fattori estetici del corpo femminile che affronta la gravidanza e il parto, per cui in molti centri si fanno ormai dei corsi di preparazione al parto per soli papà.

Questo naturalmente non dovrebbe esimere dalla partecipazione a corsi organizzati per le coppie, perché è altrettanto importante che i genitori capiscano la loro reciproca importanza in questo evento, pur nei differenti ruoli. Si è notato infatti che se la coppia riceve un continuo sostegno professionale, l’uomo ha maggiori probabilità di assumere un ruolo attivo, sentendosi potenziato invece che indifeso, rendendosi molto utile per la partoriente.

Cosa fare con un partner che non se la sente di assistere?

Non c’è un modo giusto di fare le cose, che possa essere generalizzabile a tutte le situazioni. Essere assenti alla nascita del proprio figlio non rende i padri meno presenti nella vita del bambino: è giusto dunque valutare bene tutte le situazioni. Sicuramente una donna che sta partorendo non ha bisogno di un marito nervoso che le gira intorno e che sviene, sottraendole, oltre tutto, le attenzioni del personale medico e infermieristico.

Dr. Giuliana Proietti

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Foto di Alba Romá da Pixabay

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Giuliana Proietti

Giuliana Proietti è psicoterapeuta e sessuologa clinica. Riceve i pazienti online, da qualsiasi parte del mondo. Sono possibili anche incontri in presenza, da stabilire di volta in volta. Costo della Terapia Online: 60 euro/seduta. Telefonare o inviare un messaggio whatsapp per chiedere appuntamento al 347 0375949, oppure scrivere a info@giulianaproietti.it

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