Psicologia e cambiamento climatico
La psicologia e il cambiamento climatico

La psicologia e il cambiamento climatico

Giuliana Proietti Articoli

In cosa consiste il cambiamento climatico?

Per “cambiamenti climatici” si intendono le variazioni a lungo termine delle temperature e dei modelli meteorologici. Queste variazioni possono avvenire in maniera naturale; tuttavia, a partire dal XIX secolo, le attività umane sono state il fattore principale all’origine dei cambiamenti climatici, imputabili essenzialmente alla combustione di combustibili fossili (come il carbone, il petrolio e il gas) che produce gas che trattengono il calore. (Fonte: Nazioni Unite)

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Cosa si sta facendo per combattere il cambiamento climatico?

Si sta cercando di utilizzare altre tecnologie, come l’energia eolica e solare, costruire batterie più potenti per immagazzinare l’energia rinnovabile, proteggere le foreste, cercando nel contempo di ridurre le emissioni di gas serra.

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Come influisce il cambiamento climatico sulle persone?

Le persone provano una serie di emozioni negative: ansia, preoccupazione, frustrazione, impotenza, rabbia, rincrescimento e, soprattutto, paura.

Si può dire che gli eventi meteorologici estremi influenzino anche la salute psicologica?

Certamente si: vanno a incidere sul benessere delle persone e dunque anche sulla salute psicologica.

Quali sono le sindromi psicologiche più comuni in questi casi?

Gli effetti del cambiamento climatico possono portare alla depressione, allo sviluppo di stati ansiosi legati al clima e ai disastri incombenti, il disturbo  post-traumatico da stress in persone che hanno vissuto esperienze di siccità, allagamenti, incendi e così via.


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La psicologia può svolgere un ruolo nell’aiutare a combattere il cambiamento climatico?

Si, incoraggiando le persone a non stare con le mani in mano, ma ad agire per cambiare le cose.

Cosa provano i giovani di fronte al cambiamento climatico?

I giovani provano soprattutto rabbia, per aver ereditato un problema che non hanno contribuito a creare. La rabbia è un’emozione che porta molto più dell’ansia verso l’azione: ciò che importante è incanalare questa rabbia verso comportamenti costruttivi e socialmente utili, piuttosto che in manifestazioni che raggiungono il clamore, ma sostanzialmente lasciano le cose come prima.

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Cosa dire ai bambini sul cambiamento climatico?

E’ importante essere positivi, quindi niente discorsi sulla fine del mondo, piuttosto comportamenti ecologici da seguire insieme: riciclando, riducendo gli sprechi alimentari, risparmiando acqua e piantando alberi.

Come combattere contro chi nega il cambiamento climatico?

Ci sono ormai prove scientifiche molto solide che affermano che la crisi climatica è causata dall’essere umano ed è un fatto reale, non una teoria. Eppure alcune persone si rifiutano ancora di riconoscere che il processo esiste, magari rifacendosi ad altre epoche storiche, come il così detto periodo caldo medioevale e la successiva piccola era glaciale. E’ vero, i cambiamenti climatici ci sono sempre stati, ma non sono mai stati così rapidi e di questa portata.

Perché alcune persone si rifiutano di credere al cambiamento climatico?

La causa principale è l’egocentrismo: le persone capiscono che per fare qualcosa di importante per il clima occorre cambiare lo stile di vita, e questo non vogliono farlo, al di là delle migliori intenzioni.

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Come convincere le persone che negano il cambiamento climatico con la psicologia?

La cosa principale è non assumere di essere sempre e comunque nel giusto, evitare gli scontri noi-contro-loro e cercare di rendere le conversazioni inclusive, facendo esempi che possano riguardare direttamente le persone negazioniste (ad esempio, se sono persone asmatiche, le si può interessare alla ricerca di un’aria più pulita nel proprio quartiere).

E’ molto importante ascoltare, empatizzare, cercare di comprendere le preoccupazioni e le paure di chi non vuole accettare la realtà del cambiamento climatico.

Occorre inoltre suggerire alle persone come e dove leggere le pubblicazioni scientifiche, per evitare la disinformazione e le fake news, ben sapendo che i negazionisti della scienza spesso si formano su quanto suggeriscono loro gli algoritmi di Google o dei social media, sapendo di incontrare il favore dell’utente (cui vendere la pubblicità).

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Come responsabilizzare le persone a combattere il cambiamento climatico?

Occorre guardare il mondo dalla prospettiva dei giovani: cosa gli stiamo lasciando? E’ importante conoscere il punto di vista dei più giovani ed ascoltare le loro preoccupazioni: in genere i loro sono argomenti piuttosto convincenti, capaci di spingere anche gli adulti verso l’azione.

Perché i giovani sono così sensibili nei confronti del cambiamento climatico?

I giovani hanno soprattutto bisogno di sperare nel loro futuro, immaginandosi una vita degna di essere vissuta.

Quanto può essere utile diventare attivisti?

Entrare a far parte di una comunità di attivisti può aiutare a non sentirsi più isolati e impotenti, ma capaci di incidere in qualche modo sulla vita pubblica, allo scopo di trovare soluzioni.

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Quanto contano le azioni individuali?

Non tanto da cambiare nettamente le cose, ma possono sicuramente aiutare. Mangiare meno carne, prendere la macchina o l’aereo meno spesso, abbassare la temperatura nella propria casa in inverno, limitare l’uso dei condizionatori in estate, risparmiare sugli sprechi di corrente elettrica e di gas può essere importante, se a farlo sono in molti.

Inoltre gli individui, mettendosi insieme, hanno sicuramente il potere di condizionare in modo virtuoso gli amministratori locali, e questo può creare una rete di persone e di comunità locali che hanno scelto di lasciare la loro zona di comfort e di affrontare il proprio disagio, lavorando attivamente per salvare il pianeta e lasciare alle giovani generazioni una ragione per sperare nel loro futuro.

Dr. Giuliana Proietti

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Intervista su Giovani e Sessualità fluida

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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

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