Le donne: più sexy che sessuali – significato, conseguenze e impatto sulla sessualità
La sessualità femminile è profondamente influenzata da fattori culturali, sociali e mediatici che, spesso in modo sottile ma costante, contribuiscono a modellare il modo in cui le donne percepiscono sé stesse e il proprio corpo.
Fin dall’infanzia, infatti, molte donne vengono educate – esplicitamente o implicitamente – a dare maggiore valore al proprio aspetto fisico piuttosto che al proprio piacere. Questo orientamento non è neutro, ma ha conseguenze importanti sul modo in cui viene vissuta la sessualità.
Cerchiamo quindi di comprendere meglio il fenomeno dell’oggettivazione, dell’auto-oggettivazione e il loro impatto sulla vita psicologica e sessuale.
Perché le donne vengono educate a essere “sexy” più che sessuali?
Sin dalla giovane età, le donne vengono spesso incoraggiate a concentrarsi sul proprio aspetto fisico, interiorizzando l’idea che sia importante risultare attraenti agli occhi degli altri, in particolare dello sguardo maschile.
In questo senso, vengono educate a essere “sexy” più che “sessuali” (de Beauvoir, 1952; Fredrickson & Roberts, 1997; Wiederman, 2000, 2005), cioè a orientare la propria sessualità verso l’apprezzamento esterno piuttosto che verso l’esperienza interna del piacere.
Questo processo porta a vivere il desiderio non come qualcosa di autonomo, ma come una risposta al riconoscimento ricevuto dall’altro.
Cos’è l’oggettivazione sessuale femminile?
All’interno di questo quadro culturale, il corpo femminile tende a essere percepito come un oggetto, cioè come qualcosa che esiste principalmente per essere visto, desiderato e valutato.
Questo porta a una visione in cui il corpo delle donne viene considerato disponibile o “offerto” all’interno delle relazioni (Bartky, 1990; Fredrickson & Roberts, 1997), rafforzando un modello in cui la sessualità è spesso centrata sul desiderio maschile e prende il nome di oggettivazione sessuale (Drolet & Drolet, 2019; Durham, 2007; Ward, 2016). Rappresenta uno dei principali fattori che influenzano il modo in cui le donne vivono il proprio corpo.
Cos’è l’auto-oggettivazione e quali effetti ha?
Quando questa visione viene interiorizzata, si parla di auto-oggettivazione sessuale (Fredrickson & Roberts, 1997). In questo caso, la donna non solo viene osservata dall’esterno, ma inizia a guardare sé stessa con lo stesso sguardo oggettivante, valutandosi costantemente in base al proprio aspetto.
A causa di tutto ciò l’eccitazione e il desiderio sono più spesso legati al sentirsi desiderabili agli occhi degli altri, piuttosto che a un’esperienza interna autentica.
Secondo alcuni autori questo spiega il forte investimento di tempo, energie e risorse economiche nel miglioramento del proprio corpo (Bartky, 1990; Frith, 2015; Wolf, 1990), spesso alimentato dai messaggi provenienti dall’industria della bellezza e dalla cultura dei consumi.
Perché gli standard di bellezza sono problematici?
Gli standard estetici proposti dalla società contemporanea sono, nella maggior parte dei casi, difficilmente raggiungibili, anche a causa delle tecnologie digitali e del foto-ritocco che contribuiscono a creare modelli di perfezione irrealistici.
Questo porta molte donne a focalizzarsi sui propri difetti, sviluppando un senso di inadeguatezza che può compromettere il benessere psicologico e la percezione di sé.
Quali sono le conseguenze psicologiche e sessuali?
Numerosi studi evidenziano come le donne riportino livelli elevati di insoddisfazione corporea, sia in ambito clinico che subclinico, con possibili conseguenze come disturbi dell’alimentazione (Croll et al., 2002; Hoek & Hoeken, 2003; Solmi et al., 2014). Questo disagio non riguarda solo l’immagine corporea, ma si estende anche alla sfera sessuale.
In particolare, una maggiore auto-oggettivazione è stata associata a una minore soddisfazione sessuale e a una ridotta autostima (Woertman & Brink, 2012), poiché l’attenzione è rivolta più all’aspetto esteriore che alle sensazioni corporee e al piacere.
Perché anche i genitali femminili sono oggetto di insicurezza?
Anche i genitali femminili non sfuggono a questo processo. Storicamente, la zona vaginale e vulvare è stata associata a idee di impurità o scarsa igiene, contribuendo alla diffusione di pratiche e prodotti specifici per la cura intima (Braun & Wilkinson, 2005; Fahs, 2014b). Questo può generare insicurezza e disagio, influenzando negativamente il rapporto con il proprio corpo.
Queste credenze possono avere conseguenze anche nelle relazioni, ad esempio rendendo i partner meno propensi a pratiche come il sesso orale e le donne meno inclini a richiederlo (Backstrom et al., 2012; Reinholtz & Muehlenhard, 1995).
Come influisce sul desiderio sessuale?
Le preoccupazioni legate al proprio corpo e ai genitali possono portare a un costante auto-monitoraggio durante l’attività sessuale, distraendo dall’esperienza del piacere e interferendo con il desiderio (Cherkasskaya e Rosario, 2017). Questo stato di tensione rende più difficile vivere la sessualità in modo spontaneo e soddisfacente.
Quanto conta l’educazione sessuale?
L’educazione sessuale tradizionale tende a concentrarsi principalmente sugli aspetti riproduttivi, privilegiando la funzione della vagina come “canale del parto” e trascurando il ruolo del clitoride e del piacere (Bennett, 1993; Braun & Kitzinger, 2001). Questo contribuisce a una conoscenza parziale del corpo femminile.
Inoltre, spesso manca un vero discorso sul desiderio (Fine, 1988), riducendo la sessualità a un modello centrato sul rapporto pene-vagina. Questa lacuna limita la possibilità di sviluppare una piena consapevolezza del proprio corpo e delle proprie esigenze.
Dr. Giuliana Proietti - Relazione sull'orgasmo femminile
Esiste anche un lato positivo nell’attenzione all’aspetto?
Si. Alcune donne vivono il proprio aspetto come una forma di espressione personale, autonomia e potere, indipendentemente dal giudizio maschile. In questi casi, il corpo può diventare una risorsa e uno strumento di consapevolezza, piuttosto che una fonte di ansia o insicurezza.
Qual è il ruolo della condizione socioeconomica?
La possibilità di aderire agli standard di bellezza è fortemente influenzata dalle risorse economiche disponibili (Blum, 2003; Gill, 2007). Le donne con maggiori mezzi possono accedere più facilmente a trattamenti estetici e strumenti per migliorare il proprio aspetto, mentre altre possono utilizzare la bellezza come strategia per migliorare la propria posizione sociale (Lennon, 2019).
Il femminismo ha cambiato il rapporto con il corpo?
Le ricerche indicano che le donne che adottano prospettive femministe tendono ad avere un rapporto maggiormente positivo con la propria sessualità (Bay-Cheng & Zucker, 2007), in quanto si distaccano dai modelli estetici dominanti e sviluppano una maggiore autonomia nel definire il proprio valore.
Quali sono le conseguenze sociali dell’oggettivazione?
L’oggettivazione del corpo femminile può contribuire a una visione del sesso come qualcosa che viene “fatto” alle donne, piuttosto che vissuto in modo reciproco.
Questo ha implicazioni rilevanti anche a livello sociale, come dimostrano i tassi più elevati di violenza sessuale e la diffusione di copioni sessuali influenzati dalla pornografia, che includono comportamenti aggressivi (Herbenick et al., 2019, 2021).
Dr. Giuliana Proietti
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Fonte:
van Anders, S.M., Herbenick, D., Brotto, L.A. et al. The Heteronormativity Theory of Low Sexual Desire in Women Partnered with Men. Arch Sex Behav 51, 391–415 (2022). https://doi.org/10.1007/s10508-021-02100-x
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Giuliana Proietti – Psicoterapeuta e Sessuologa Clinica
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