Meglio scegliere un terapeuta uomo o donna? Differenze, preferenze e cosa dice la ricerca

Meglio scegliere un terapeuta uomo o donna? Differenze, preferenze e cosa dice la ricerca

Dr. Giuliana Proietti

La scelta dello psicoterapeuta è uno dei passaggi più delicati all’inizio di un percorso di cura. Una delle domande più frequenti riguarda il genere del professionista: è meglio un terapeuta uomo o donna? Prima di rispondere, è utile comprendere se e come uomini e donne vivano in modo diverso la psicoterapia, perché questo aspetto influenza aspettative, motivazione e risultati del trattamento.

Cerchiamo di saperne di più.

Uomini e donne si aspettano gli stessi risultati dalla psicoterapia?

Le ricerche suggeriscono alcune differenze significative. Secondo studi riportati in letteratura (Holloway, 2017), gli uomini tendono a cercare soluzioni più rapide e concrete ai loro problemi, mentre le donne sono generalmente più orientate all’esplorazione emotiva e alla condivisione dei vissuti interni. Questo non significa che uno stile sia migliore dell’altro, ma evidenzia modalità diverse di entrare in relazione con il percorso terapeutico.

Un altro dato rilevante riguarda l’accesso alla psicoterapia: gli uomini sono meno propensi a chiedere aiuto psicologico, nonostante in alcuni ambiti – come il rischio suicidario – presentino dati più critici rispetto alle donne. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il tasso di suicidio maschile è significativamente più alto, un dato che suggerisce quanto sia importante facilitare l’accesso degli uomini ai percorsi di cura.

La psicoterapia, soprattutto nelle fasi iniziali, richiede spesso un’esplorazione approfondita dei vissuti personali. Questo può rappresentare una difficoltà per alcuni uomini, che possono percepire il focus emotivo come distante dai propri obiettivi pratici, rischiando di perdere motivazione o interrompere il trattamento.

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Esistono approcci terapeutici più adatti a uomini o donne?

Non esistono terapie “per uomini” o “per donne”, ma alcuni approcci possono risultare più in linea con specifiche aspettative. Ad esempio, la terapia cognitivo-comportamentale, basata su obiettivi concreti e interventi focalizzati sul problema, è spesso percepita come più strutturata e orientata alla soluzione. Al contrario, approcci psicodinamici o analitici tendono a privilegiare una maggiore esplorazione della storia personale e delle relazioni, con tempi generalmente più lunghi.

Le evidenze scientifiche mostrano comunque che l’efficacia della psicoterapia dipende più dalla qualità della relazione terapeutica che dal tipo di approccio utilizzato (Norcross & Wampold, 2011). Questo significa che il fattore decisivo non è tanto “come” si lavora, ma “con chi” si lavora.

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Dr. Giuliana Proietti

Psicoterapeuta • Sessuologa

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Meglio un terapeuta uomo o donna?

Dal punto di vista scientifico, non esistono differenze significative nell’efficacia della terapia basate sul genere del terapeuta. Ciò che conta davvero è la qualità dell’alleanza terapeutica, cioè il livello di fiducia, sicurezza e collaborazione che si crea tra paziente e professionista.

La scelta dovrebbe quindi basarsi principalmente su competenza, formazione ed esperienza, piuttosto che sul genere. Tuttavia, le preferenze personali hanno un ruolo importante e non vanno sottovalutate, perché influenzano il senso di comfort e la disponibilità ad aprirsi.

Perché alcune persone preferiscono un terapeuta dello stesso sesso?

Molte persone si sentono più a proprio agio a parlare di temi intimi con qualcuno che percepiscono come simile a sé. La condivisione di esperienze legate al genere può facilitare la comprensione reciproca e rendere più immediata la comunicazione, soprattutto su temi come sessualità, relazioni o identità.

In altri casi, esperienze traumatiche pregresse, come abusi o relazioni difficili, possono influenzare la scelta. Una persona potrebbe sentirsi più sicura con un terapeuta di genere diverso rispetto a quello associato a esperienze negative del passato.

Perché scegliere un terapeuta di sesso diverso?

Alcune persone scelgono consapevolmente un terapeuta di genere diverso per lavorare su difficoltà relazionali legate all’altro sesso. Questo accade, ad esempio, in presenza di timidezza, insicurezza o difficoltà nelle relazioni affettive. In questi casi, la relazione terapeutica diventa anche uno spazio protetto in cui sperimentare nuove modalità di interazione.

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La letteratura evidenzia che il confronto con un punto di vista diverso può favorire una maggiore flessibilità cognitiva ed emotiva, contribuendo a modificare schemi relazionali rigidi.

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Qual è il fattore davvero decisivo nella scelta?

Il fattore più importante resta la qualità della relazione terapeutica. Sentirsi ascoltati, compresi e non giudicati è ciò che permette alla terapia di funzionare. Studi consolidati mostrano che l’alleanza terapeutica è uno dei principali predittori di successo, indipendentemente dal metodo utilizzato o dal genere del terapeuta.

Per questo motivo, può essere utile concedersi uno o più incontri iniziali per valutare il livello di sintonia. La sensazione di fiducia e sicurezza è un indicatore molto più affidabile rispetto a qualsiasi altra variabile.

Conclusione

La domanda “meglio un terapeuta uomo o donna?” non ha una risposta universale. Non è il genere a determinare l’efficacia della psicoterapia, ma la qualità della relazione e la competenza del professionista. Le preferenze personali sono legittime e possono facilitare l’inizio del percorso, ma non devono diventare l’unico criterio di scelta.

In definitiva, il terapeuta giusto è quello/a con cui ci si sente liberi di essere autentici. È in questo spazio di fiducia che il cambiamento diventa possibile.

Dr. Giuliana Proietti

Dr. Giuliana Proietti Milano

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Di Giuliana Proietti

Giuliana Proietti – Psicoterapeuta e Sessuologa Clinica

Giuliana Proietti è psicoterapeuta e sessuologa clinica. Offre consulenze psicologiche e sessuologiche sia online, accessibili da qualsiasi luogo, sia in presenza nelle sedi di Fabriano, Civitanova Marche, Ancona e Terni.

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