Tradimento e terapia di coppia
Il tradimento e la terapia di coppia

Il tradimento e la terapia di coppia

Giuliana Proietti Articoli

Gli esseri umani tradiscono con facilità?

Il tradimento è sempre  virtualmente presente in tutte le relazioni interpersonali e fa inesorabilmente parte di ciascun essere umano, anche se non sempre, per fortuna, viene messo in atto.

Quanto è diffusa la pratica del tradimento in una coppia?

Il tradimento è una delle esperienze più condivise al mondo: nessuno ne è totalmente immune, sia esso vissuto all’interno della famiglia, della coppia, delle amicizie.

Perché già la parola “tradimento” fa venire pensieri ed emozioni negative?

Perché evoca una “cosa sporca”, una ingiustizia, una parola conclusiva, che può scrivere la parola “fine” nelle relazioni umane, in modo spesso violento e brutale.

Cosa significa la parola “tradimento”?

Tradire, viene da tradĕre ‘consegnare’, termine influenzato nel significato dall’uso peggiorativo della tradizione evangelica, nella quale Gesù è ‘consegnato’, e cioè ‘tradito’, da Giuda. Tradire significa dunque, per estensione, arrendersi, abbandonare la propria posizione. E’ come passare da un campo all’altro, fare qualcosa per essere rapidamente assimilati ad un soggetto nemico: c’è uno spostamento, una rottura delle alleanze, una frattura nell’ordine di appartenenza.

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Cosa si prova in un tradimento?

Il giudizio sul tradimento dipende molto dalla posizione in cui ci si trova: è facile immaginare che la persona tradita ne avrà un concetto diverso da quello che ne ha chi ha tradito.

Cosa prova il traditore?

Chi tradisce è un soggetto capace di rompere l’orizzonte dato, desideroso di provare un’avventura che può anche essere dolorosa, ma legata al suo bisogno di libertà e creatività, concetti che in altri campi, in altre situazioni, diverse dal tradimento, sono considerati tutt’altro che negativi.

Cosa prova chi viene tradito?

In genere, chi subisce un tradimento vive una situazione dolorosissima: è stato rotto un patto importante; si è creata una grossa ferita narcisistica, che produce effetti non solo sul tono dell’umore, ma anche sulla stima di se stessi. La rabbia, in questi casi, si sovrappone al dispiacere, la tristezza si mescola con la gelosia e tutto insieme diventa un mix esplosivo, difficile da contenere e da gestire.

Le emozioni e i sentimenti di chi viene tradito sono simili per tutti?

No. Del resto, nessuno sperimenta lo stesso tradimento, nessuno lo sperimenta nello stesso modo.

Perché il traditore viene in genere giudicato negativamente?

Il traditore viene giudicato negativamente perché mostra la sua mancanza di rigore, la sua sottovalutazione dell’etica.

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 Cosa si può fare per prevenire il tradimento?

Occorre pensare che la relazione non è un oggetto statico: al contrario, è qualcosa che va continuamente ricalcolato, rimodellato, adattato. I due partner, a seguito di questi continui aggiustamenti, devono saper trovare il proprio posto, adattarsi, adeguarsi alle situazioni, senza naturalmente perdere di vista i propri bisogni e le proprie aspirazioni.

Cosa è il patto di coppia?

E’ un accordo, esplicito o implicito,  che struttura e regola i rapporti all’interno della relazione. Alla base del patto di coppia c’è un patto di reciproca lealtà, che rassicura i partner e dà un senso di continuità.

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Come può essere di aiuto una terapia di coppia, a seguito di un tradimento?

Nella terapia di coppia in genere si tende a considerare il tradimento come un incidente momentaneo all’interno della relazione e si aiutano i due partner a cercare di ristabilire la lealtà reciproca.

La lealtà tradita, tuttavia, deve far aprire gli occhi su alcuni possibili problemi all’interno della coppia, e quindi occorre evitare di riportare la relazione allo stato precedente al tradimento, ma occorre un cambiamento, nello stile di vita, nella relazione, nella sessualità.

Il tradimento può essere visto come una opportunità per la coppia?

Si. La crisi che determina può essere la spinta motivazionale per considerare meglio i cambiamenti necessari all’interno della relazione di coppia, affinché questa diventi non solo più stabile, ma anche più soddisfacente per entrambi i partners.

Dr. Giuliana Proietti

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Ubriacarsi prima di fare sesso
Ubriacarsi prima di fare sesso

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Giuliana Proietti Articoli

Perché si beve prima di fare sesso?

Molte persone, specialmente giovani, usano l’alcol come terapia auto-rilassante. Uno o due drink possono infatti dare un senso di rilassamento e tenere da parte tutte le inibizioni, socializzare meglio e fare festa in allegria. L’alcol viene assunto  anche per cercare di ‘migliorare’ la vita sessuale, in particolare per avere maggiori chances di coinvolgersi in rapporti sessuali occasionali.

Quale è il limite da non superare per avere rapporti sessuali soddisfacenti?

Dopo tre o quattro drink gli svantaggi iniziano a superare i vantaggi. Bere all’inizio rende felici e rilassati, ma molte persone dopo aver bevuto hanno un effetto opposto sul tono dell’umore, sentendosi particolarmente tristi e vulnerabili. Negli uomini la piacevole sensazione di “intorpidimento” purtroppo si estende anche alle terminazioni nervose dei genitali e dunque, sul piano sessuale, troppo alcol può ridurre la sensibilità, interferire con l’erezione e rendere più difficile l’orgasmo per entrambi.

Oltre che all’alcol si ricorre ad altre sostanze, per gli stessi scopi?

Si. Oltre che all’alcol, si ricorre, per gli stessi motivi, a cocaina, ecstasy e cannabis: queste droghe vengono utilizzate soprattutto per prolungare o migliorare l’eccitazione sessuale. Più di un quarto delle persone che fa uso di cocaina dichiara di utilizzare questa sostanza per prolungare il sesso e magari disinibirsi un po’, in modo da avere più partners.

Quale è il risultato diretto di questi comportamenti?

Il risultato diretto è che chi ha bevuto o ha assunto droghe in genere ha rapporti sessuali non sicuri. L’uso del preservativo diventa infatti praticamente impossibile e aumenta anche la propensione ad avere rapporti sessuali occasionali, oltre che un numero maggiore di partner sessuali. Anche quando le persone tentano di mitigare il rischio impegnandosi in pratiche sessuali più sicure, bere prima del sesso è comunque associato a una ridotta efficacia di queste pratiche. Presi insieme, questi risultati indicano che il consumo di alcol prima dell’attività sessuale è correlato a (1) un aumento dei comportamenti a rischio e (2) comportamenti di protezione minori e meno efficaci.

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Perché il sesso senza alcol è ansiogeno in alcune persone?

Probabilmente le persone che bevono prima di fare sesso possono avere delle insicurezze sul proprio corpo, sulle proprie prestazioni sessuali, sull’attrattiva del/della partner. Altre volte possono esservi sensi di colpa, disgusto, traumi sessuali del passato che devono essere ancora affrontati e quindi l’alcol ha la funzione di alleviare le emozioni negative.

Le donne, ad esempio, potrebbero usare l’alcol per ridurre la tensione somatica correlata a rapporti sessuali dolorosi (p. es., dispareunia, vaginismo) o per inadeguata risposta di lubrificazione vaginale (disturbo dell’eccitazione sessuale femminile). Gli uomini che hanno problemi di eiaculazione precoce potrebbero consumare regolarmente alcol prima del rapporto a causa dei benefici percepiti nel ritardare l’orgasmo, sebbene un tale comportamento possa effettivamente aumentare la disfunzione sessuale (p. es., la disfunzione erettile), in particolare quando aumenta la quantità di alcol consumato.

L’alcol prima del sesso può essere pericoloso?

Si.  L’alcol è fortemente associato alle molestie e alla violenza sessuale. Molti studi mostrano una chiara connessione tra alcol, violenza sessuale e violenza domestica. Molti abusanti sono ubriachi, spesso così ubriachi che in seguito non hanno neanche un chiaro ricordo di ciò che è accaduto.

Il sesso “sobrio” rafforza la relazione?

Si, perché dopo il sesso i corpi sono rilassati e si prova un senso di benessere: l’intimità si rafforza nelle piccole chiacchierate che si possono fare dopo il sesso, scambiandosi confidenze, gesti di affetto e coccole. Nel sesso “ubriaco” tutto questo non c’è e non rimane che il sonno profondo.

Dott.ssa Giuliana Proietti

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Donne che non provano desiderio sessuale
Donne che non provano desiderio sessuale

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Quando una donna ha un disturbo del desiderio e dell’interesse sessuale?

Quando prova:

  • scarse motivazioni a tentare di eccitarsi sessualmente;
  • una forte diminuzione di sensazioni di interesse o desiderio sessuale;
  • totale assenza di pensieri e fantasie sessuali;
  • non vi è desiderio “reattivo” alle avances del/della partner.

Cosa è il desiderio “reattivo”?

Il desiderio sessuale può essere di due tipi: spontaneo o reattivo.

Il tipo spontaneo nasce spontaneamente: è un improvviso e travolgente desiderio di sesso che sembra nascere apparentemente dal nulla. Molte donne non provano questo tipo di desiderio nell’età adulta, specie se sono da lungo tempo in coppia con lo stesso partner.  La maggior parte delle donne in età matura e con un rapporto di coppia stabile prova solo l’altro tipo di desiderio, quello reattivo.
Questo tipo di desiderio, come suggerisce il nome, nasce in risposta a qualche stimolo esterno. Succede quando ci si eccita mentre si sta leggendo una storia erotica, o guardando un film sexy, o si è vicino a qualcuno da cui ci si sente sessualmente attratte. In questo caso, prima viene l’eccitazione e poi nasce il desiderio di proseguire a fare sesso.

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Le donne sono consapevoli dell’esistenza di questi due tipi di desideri?

No. Alcune donne che pensano di avere un desiderio sessuale molto scarso: in realtà semplicemente non hanno più il desiderio spontaneo che avevano nell’adolescenza e nei venti anni, ma potrebbero avere ancora un desiderio reattivo. Questo significa che per “scaldarsi” hanno bisogno di tempo e di particolari stimolazioni, sia fisiche che psicologiche.

Quando la mancanza di interesse sessuale è considerata un disturbo?

La mancanza di interesse sessuale è considerata un disturbo quando è eccessiva rispetto alle riduzioni considerate fisiologiche per la fase del ciclo vitale e in rapporto alla durata della relazione. (In altre parole, se si è giovani e si ha una relazione che non dura da moltissimo tempo, teoricamente non si dovrebbe essere completamente sprovviste di desiderio sessuale, anche reattivo).

Quando il desiderio sessuale raggiunge il picco massimo?

In genere all’inizio della relazione, durante una fase chiamata “limerance” (in italiano limerenza, o ultra-attaccamento), uno stato cognitivo ed emotivo caratterizzato da intenso desiderio per un’altra persona. E’ quella fase della relazione in cui i due partner non riescono a togliersi le mani di dosso. Purtroppo questa fase dura dai 6 mesi ai 2 anni.

Avere scarso desiderio sessuale è sempre un disturbo?

Lo è solo se questa situazione produce un fastidio o un disagio. In altre parole, se anche il desiderio fosse scarso, ma questo non produce il minimo disagio all’interessata,  allora non è affatto un problema.

Cosa è il disturbo da avversione sessuale?

E’ uno stato di estrema ansia o panico, sperimentati in presenza di qualsiasi tentativo di intimità sessuale, talvolta alla sola idea.

In genere sono più gli uomini o le donne a non provare desiderio sessuale?

Molte ricerche internazionali  riportano che le donne lamentano una vulnerabilità ai disturbi del desiderio almeno doppia rispetto a quella degli uomini (33% contro 16%).

Gli uomini tendono a colpevolizzare le donne sulla scarsità dei rapporti dovuti allo scarso desiderio di lei?

Si, la cosa è molto frequente e gli studi dimostrano che, nelle relazioni eterosessuali, le donne spesso si prendono la colpa di un calo dell’attività sessuale, anche se in realtà spesso questa situazione è il risultato di una serie di problemi legati a entrambi i membri della coppia.

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Come stimolare il desiderio sessuale?

E’ bene curare il proprio erotismo attraverso la lettura di libri erotici, la visione di immagini che stimolano la fantasia sessuale (non necessariamente porno), oltre che avere un partner attento ai desideri della sua donna. L’altra cosa importante è puntare sul desiderio reattivo, e non su quello spontaneo.Perché sono così frequenti i problemi sessuali nella coppia?

Perché tanti problemi sessuali sono dovuti a miti, incomprensioni e mancanza di abilità, Il più grande mito è che le donne possano provare un orgasmo solo attraverso la penetrazione. Molte donne ancora non sanno che solo tre donne su dieci raggiungono l’orgasmo durante la penetrazione. Il fatto di non provarlo le fa sentire sminuite, al punto di perdere interesse per la sessualità.

Inoltre, molto spesso, gli uomini sono poco abili nel maneggiare il corpo femminile: le donne durante il sesso con il proprio uomo provano spesso fastidio o dolore, ma non lo dicono per non rovinare la relazione, oltre che per non offendere il partner. Molte donne arrivano perfino a fingere l’orgasmo, per non deludere il partner!

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Cosa fare per risolvere i problemi?

Parlare apertamente di sesso nella coppia può aiutare a risolvere i problemi. Qualora fosse troppo difficile, a causa di abitudini consolidate o tabù e fobie sessuali, il suggerimento è quello di rivolgersi a un sessuologo per una terapia sessuale/di coppia.

Dott.ssa Giuliana Proietti

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