Cosa pensano di te i tuoi amici? Test
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Cosa pensano di te i tuoi amici? Test

GP Test


Giudicarsi da soli non è semplice e gli amici spesso non dicono apertamente ciò che realmente pensano: prova a scoprire con questo test cosa gli altri pensano di te.

1. Un amico ti racconta dei particolari piccanti della sua vita sessuale. Cosa ne farai di queste confidenze?

 A Le terrò sempre per me;
 B Eviterò sicuramente di raccontarle al primo che capita;
 C  Non so: dipende dalle situazioni che si presenteranno.

Dr. Giuliana ProiettiAlbo degli Psicologi Lazio n. 8407
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2. Un amico depresso ti propone di trascorrere insieme l’ultimo dell’anno…

 A Certamente starò con lui, anche se sarà noioso;
 B  Ok, può aggiungersi al gruppo degli altri amici;
 C  Eh no… L’ultimo dell’anno è un giorno speciale!

3. Hai dei biglietti gratis per il teatro. A chi li regali?

 A Alle persone più care, a cominciare dagli amici più fidati;
 B Alle persone che in questo momento mi sono più vicine;
 C A persone che poi ricambieranno in qualche modo il favore;

4. Compri dei cioccolatini per un’amica che compie gli anni. Poi ti ricordi  che è a dieta…

 A Le compro un’altra cosa: altrimenti sarebbe una mancanza di sensibilità;
 B Le raccomando di non mangiarli durante il periodo di dieta;
 C  Che importa? Li offrirà ai suoi ospiti…

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5. Un amico ti chiede un prestito…

 A Glielo concedo, senza chiedere ulteriori spiegazioni;
 B Prima vorrei capire bene le ragioni della richiesta;
 C Non se ne parla: è difficile chiedere di restituire i soldi agli amici.

6. Accompagneresti un amico a sentire un concerto che non ti interessa?

 A Se capisco che lo desidera molto, certamente si!
 B Si, ma glielo faccio un po’ pesare…
 C No, ma come può pensare di chiedermi una cosa del genere?

7. Hai un’amica che vuole parlare sempre lei, raccontare di sé, delle cose che le capitano… Quando parli tu, lei si distrae. Come reagisci?

 A La sopporto: per lei è molto importante raccontarmi le sue cose!
 B A volte mi distraggo anch’io, ma non glielo faccio capire;
 C Le chiedo apertamente di non essere così petulante e ripetitiva. 

8. Conosci delle nuove persone con le quali vorresti passare la domenica. Cosa dici ai vecchi amici?

 A Mi hanno invitato delle altre persone: venite anche voi?
 B Farò una cosa nuova. Poi vi dirò…
 C Veramente ho un altro impegno…

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9. Sei invitato/a a cena a casa di amici, insieme ad altre persone. Come ti comporti?

 A Cerco di aiutare i padroni di casa per la buona riuscita della serata;
 B Chiedo se posso aiutare a fare qualcosa;
 C Mi godo la serata senza farmi troppi problemi.

SOLUZIONE

Ed ora leggi il profilo che ti riguarda. Le tue risposte sono in maggioranza A, B o C? Il tuo Profilo corrisponde alla lettera nella quale hai raggiunto un maggiore punteggio.



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PROFILI

I tuoi amici pensano che…

● Profilo A – Sei una persona su cui contare

Per te l’amicizia è veramente sacra e ti impegni a rispettarla in ogni modo, compiendo anche delle rinunce personali. Sei infatti il confidente ideale,  hai doti di empatia che ti permettono di comprendere le esigenze degli altri, sai esprimere la solidarietà rendendoti attivo e collaborativo, ben prima che ti venga richiesto.  I tuoi amici sanno di poter condividere con te idee, interessi, passioni, ma soprattutto sanno di poter contare sulla tua disponibilità nei momenti di difficoltà, quando fai veramente del tuo meglio per essere presente ed offrire il tuo fattivo supporto. La tua sensibilità, la tua lealtà, la tua fedeltà ed il tuo altruismo ti rendono un amico veramente prezioso.

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●Profilo B – Sei un buon amico/a, ma certe volte…

Tieni in gran conto gli amici, ma  non sempre sei disponibile a sacrificarti per loro. Ritieni infatti che gli amici, proprio perché sono tali, debbano sapersi adattare alle tue esigenze e venirti incontro, così come tu fai con loro. L’amicizia per te è un sentimento molto terreno che ha a che fare con i reciproci interessi, i quali debbono emergere nel rapporto con sincerità, in modo che dell’amicizia si possa prendere ciò che più conta: lo spirito di solidarietà, la complicità, la capacità e la voglia di unirsi per raggiungere degli obiettivi condivisi. Per questo quando puoi aiuti i tuoi amici nei momenti di difficoltà, ma pretendi che anch’essi capiscano quando non debbono chiedere, o aspettarsi qualcosa da te.  

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●Profilo C – Sei l’amico/a dei tempi belli

Sei una persona abituata a contare sulle proprie forze e per questo non particolarmente propensa a spendersi in favore degli altri. I tuoi amici sanno che in certi casi possono contare su di te, ma anche che non possono farlo così spesso e per qualsiasi motivo. Secondo te il supporto maggiore in caso di necessità va cercato nei legami familiari, o nei rapporti con professionisti che possono aiutare davvero nella soluzione di problemi: per questo non ti proponi come l’amico che aiuta a superare i momenti bui e difficili della vita, ma come la persona capace di godere della reciproca compagnia, al solo fine di stare bene insieme.

Dr. Giuliana Proietti

E’ vietata la riproduzione, anche parziale, di questo test.

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Sai riconoscere i tuoi errori? Test
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Aristotele diceva: Le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono.

Nessuno è perfetto, dunque, tutti fanno errori…. Ma non tutti sono pronti a riconoscerli.
E tu, sai riconoscere i tuoi errori? Prova a fare questo test.

1. Sei andato/a ad una cena fra amici con un abito troppo elegante per l’occasione: ti senti a disagio?

 No: è il mio stile, devono abituarsi;
 B No: però la prossima volta, per queste cose solo jeans!
 C Si: come ho fatto a non rendermi conto che la situazione richiedeva un abito casual?

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2. Arrivi in ritardo ad un appuntamento. Le prime tue parole:

 A. Eccomi qua, possiamo cominciare;
B.  Scusate, c’era molto traffico;
C.  Scusate il ritardo: non ho pensato di partire prima, nel caso avessi trovato traffico.

3. Hai chiesto un aumento di stipendio, ma ti hanno detto che era una richiesta prematura: cosa ti proponi?

A. Tornare immediatamente alla carica: battere il ferro finché è caldo!
B. 
Aspettare un evento favorevole;
C. Attendo che la Direzione capisca quando è il momento giusto.

4. In una partita a tennis hai contestato un punto all’avversario, sbagliando, come poi ti ha confermato l’arbitro: cosa dici nell’immediato?

A. Sarà, ma a me non sembra…

B. Ok, scusate, mi sembrava così

C.  Scusate, mi manca qualche grado alla vista…

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5. Il litigio con il/la partner è degenerato perché hai alzato inutilmente la voce. Cosa dici?

 A. Non si può parlare con te;
B. Scusa, mi arrabbio, ma dopo due minuti mi passa, non ci fare caso;
C. Scusa, ho perso il controllo.

6.  Una persona che conta non si mostra contenta del tuo lavoro: tua risposta…

A. Prima di giudicare occorre comprendere;
B. Le farò avere altri lavori, per farle capire meglio il mio stile;
C. Scusi, non avevo capito bene come doveva essere svolto il lavoro.

7.  Il tuo modo di tenere la contabilità è superato: come rispondi ai colleghi che te lo hanno fatto notare ?

 A. Ognuno ha il suo metodo di lavoro;
 B. E’ una questione di abitudine: così vado più veloce;
 C. Dovrei fare qualche corso di informatica?

8. Sbagli treno e a tua insaputa vai nella direzione opposta. Cosa dici al controllore che te lo fa notare?

 A. Le indicazioni non erano chiare;
 B. Sono poco esperto di treni, vado sempre in macchina;
 C. Mi scusi, posso pagare il sovrapprezzo, se crede…

9. Ti presentano un politico che non hai mai sentito nominare e fai brutta figura. Cosa dici, per scusarti?

A. I politici si somigliano un po’ tutti;
B. Avevo capito che era una persona importante, non avevo capito che era un politico;
C. Purtroppo i nomi non mi entrano in testa. 

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10. I tuoi figli adolescenti ti dicono che non c’è coerenza fra ciò che dici e ciò che fai. Rispondi:

 A. Siete giovani, non sapete quello che dite;
 B. Cercherò di dimostrarvi che ho ragione;
 C. Nessun genitore è perfetto, neanche io.

11. Hai comprato un libro che non ti piace: come è successo?

A. Mi piace tutto: dipende solo dai momenti;
B. Mi sono fidato/a della copertina…
Non mi sono documentato a sufficienza.

12. Il tuo nuovo look non piace in ufficio: è troppo sbarazzino! Rispondi:

A. Siete troppo seriosi!
B. Forse è roba di mio figlio/a. Non ci ho neanche fatto caso…
C. Giusto: in ufficio meglio la sobrietà.

13. Stai spiegando un concetto, ma sbagli e te lo fanno notare.

 A. Ti arrampichi sugli specchi pur di non dar loro ragione;
 B. Continui a parlare senza senza dare peso all’osservazione;
C. Prendi atto del punto di vista dell’altro/a.

14. Ti capita mai di fare un bilancio della tua vita?

A. Si penso ai miei successi;
B. Penso che alla fine un po’ me la sono goduta;
C. Penso alle difficoltà che ho incontrato nella vita.

15. Hai dimenticato il compleanno di un amico:

A. Non mi aveva detto nulla!
B. Non si può ricordare tutto!
C. Me ne scuso con una telefonata.

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Risultati

Assegnati:

1 punto per le risposte A;

2 punti per le risposte B;

3 punti per le risposte C.

Il tuo profilo corrisponde alla lettera che ha raggiunto un punteggio maggiore.



PROFILI

Sei un tipo…

A : PRESUNTUOSO

(DA 15 A 24 PUNTI)

In genere è ben difficile che tu riconosca gli errori che ti vengono contestati. Per te ammettere di aver fallito in qualcosa, infatti, è un segno di debolezza che non andrebbe mai dato, specialmente quando a farti notare l’errore è una persona che potrebbe avere un interesse particolare nell’ostacolare i tuoi progetti, o nel metterti in cattiva luce. Sicuramente non hai tutti i torti a pensarla così, ma a volte una rigidità eccessiva, il negare l’evidenza è un chiaro segno di debolezza, facilmente interpretabile anche dai non-psicologi.

B: PRATICO

(DA 25 A 35 PUNTI)

Sei consapevole di non essere sempre perfetto/a, ma difficilmente ti concentri nella ricerca dei tuoi errori o nell’analisi dei tuoi comportamenti, a meno che questo non comporti qualche particolare beneficio. Prendi la vita con un certo ottimismo e non attribuisci mai eccessiva importanza alle formalità. Non sei un/a perfezionista; per te le cose vanno fatte senza indulgere in tentennamenti, esitazioni e indugi. L’importante è mantenere fede ai propri impegni e dimostrare di avercela messa tutta: se poi le persone non si contentano e guardano le sottigliezze, peggio per loro!

C: UMILE

(DA 36 A 45 PUNTI)

Sei una persona che ammette con facilità i propri errori e che tende perfino a farli notare agli altri, pur sapendo che questo potrebbe comportare conseguenze poco piacevoli. Per te l’ammissione dell’errore è un atto necessario, dovuto, per rispetto degli altri, oltre che di se stessi. Se non assumessi questo atteggiamento, non ti sentiresti una persona per bene. Ammettere l’errore secondo te non è  un atto di debolezza, ma di onestà, di responsabilità e di semplice ammissione dei propri limiti.

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I Test psicologici: cosa sono e come funzionano

I Test psicologici: cosa sono e come funzionano

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Cosa sono i test psicologici?

I test psicologici sono degli strumenti standardizzati (cioè provati su un campione rappresentativo della popolazione e resi omogenei nelle modalità di somministrazione, nei quesiti posti, nel tempo di risposta ecc.).

A cosa servono?

Essi servono per poter fare delle valutazioni quanto più possibili oggettive.

A cosa serve una valutazione psicologica?

Una valutazione psicologica viene utilizzata per comprendere il funzionamento e il comportamento di un individuo, allo scopo di arrivare a una diagnosi e a un trattamento nella pratica clinica, oppure per la selezione del personale, in modo da inserire la persona giusta al posto giusto. Le valutazioni e i rapporti psicologici vengono utilizzati anche in altri campi, come nel caso della pianificazione della carriera per i giovani adulti che entrano in una organizzazione lavorativa.

Cosa misurano i test?

Attraverso questi strumenti è possibile misurare attitudini e capacità di un individuo, oppure delineare dei tratti di personalità, esplorando, congruentemente a quanto previsto dalla griglia, aspetti dell’intelligenza o altre caratteristiche intellettuali, così come caratteristiche emotive, motivazionali, interpersonali e di atteggiamento.

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Ci sono vari tipi di test psicologici?

Si. Il formato di un test può variare da attività con carta e matita a quelli che si svolgono su un computer. Includono attività come risolvere enigmi, disegnare, risolvere problemi logici e giochi di memoria.

Alcuni test utilizzano altre tecniche, definite “proiettive”, che mirano a scoprire la vita inconscia del soggetto. In questi casi, le risposte date vengono analizzate attraverso l’interpretazione psicologica e algoritmi più complessi rispetto alle tecniche non proiettive sopra menzionate. Ad esempio, il test di Rorschach, popolarmente noto come test delle macchie d’inchiostro, può fornire informazioni sulla personalità e sul funzionamento emotivo della persona.

Cosa sono i questionari della personalità?

I questionari di personalità hanno lo scopo di sondare alcuni aspetti del carattere che non necessariamente emergono nel corso di un’intervista. Essi servono per comprendere atteggiamenti, comportamenti tipici, motivazioni, gestione delle emozioni eccetera. Un buon questionario di personalità contiene inoltre una scala apposita per valutare se le risposte date sono più o meno sincere e congruenti. I questionari che valutano la personalità non contengono risposte giuste o sbagliate. Vi sono tuttavia alcune situazioni in cui determinate risposte possono essere valutate meglio di altre se rappresentano la caratteristica di personalità che chi somministra il test sta cercando. Ad esempio, durante una selezione del personale, la socievolezza può essere giudicata in modo positivo o negativo, a seconda del ruolo che si intende affidare al candidato.

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Cosa sono i test attitudinali?

I test attitudinali cercano di scoprire se si posseggono determinate abilità, o quanto velocemente si arriva a fornire la risposta corretta, al fine di poter confrontare i risultati fra vari individui.

Perché il colloquio, da solo, non basta per valutare, ad esempio, una persona da assumere?

In genere intervista e test vengono considerati strumenti complementari. Infatti, attraverso i colloqui di selezione non si potrebbero ottenere risultati omogenei se gli intervistatori fossero diversi o se i colloqui vengono svolti in condizioni diverse (luoghi, temperatura, luce solare, ecc.). I test, invece, danno dei risultati più oggettivi.

Come vengono somministrati i test?

I test possono essere somministrati in modo individuale o collettivo, con una somministrazione contemporanea a un numero molto alto di persone, il che permette che le condizioni in cui viene fatta la prova siano in gran parte le medesime per tutti (in realtà non è così perché le persone che si sottopongono al test possono avere, a loro volta, una giornata-no dovuta a problemi di salute, alla mancanza di sonno, alla cattiva digestione, a problemi familiari, ecc. e non necessariamente sono tutti nelle stesse condizioni ottimali per sottoporsi ad un test). In genere, in queste somministrazioni collettive, si usano prove a scelta multipla o questionari.

Come si valuta l’intelligenza?

I test definiscono e misurano l’intelligenza negli aspetti relativi alla memoria, alla attenzione, l’analisi, la sintesi, la logica, il problem solving, ecc.

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Come si valuta la salute mentale?

In questo caso non si può prescindere da informazioni sulla storia medica di una persona, sulla sua storia familiare e sullo stato attuale della sua salute, fisica e psicologica. La valutazione aiuta a identificare se sono presenti problemi psicologici e determinare una diagnosi e un trattamento.

Come si valuta la personalità?

Per valutare la personalità  si misurano le emozioni, i valori, gli interessi, le motivazioni, ecc.

Come si misurano le attitudini specifiche?

Per misurare le attitudini specifiche (mentali o psico-motorie), vi sono prove di cultura generale o di creatività.

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Come si misura l’efficacia e l’attendibilità di un test?

Un test, per essere efficace, deve avere i requisiti della validità e dell’attendibilità.

Validità : mostra fino a che punto lo strumento misura in realtà ciò che dice di misurare, e con quale precisione esso riesce a fare tale misurazione.

Es. Se il test serve per misurare l’attitudine del candidato allo studio della medicina, si parte da una prima somministrazione ad un ampio gruppo di studenti, al momento della loro ammissione alla scuola. Si terrà poi conto delle votazioni di ogni studente, delle valutazioni fatte dai docenti, dal successo o meno nel portare a termine il il corso di studi e il tirocinio, e così via. Attraverso questa serie di valutazioni sarà possibile ricavare le misure di rendimento generale del soggetto.

Volendo costruire un test predittivo, si mettono a confronto le risposte date da ogni soggetto con i risultati effettivamente raggiunti da ciascun candidato. Se vi è una correlazione (o coefficiente di validità) elevata fra i due dati, ciò significa che gli individui che hanno ottenuto un punteggio alto nella prova hanno avuto anche successo nel corso di studi e viceversa.

La tecnica generalmente impiegata per quantificare la validità di un test è il coefficiente di correlazione lineare (r) : esso può variare da –1,00 e + 1.00 (massima correlazione positiva e negativa, dove lo zero indica l’assenza di correlazione). Tanto più le valutazioni dello strumento diagnostico sono correlate con il livello di prestazione raggiunto, tanto più il valore della correlazione si avvicina a +1.0 . Per validare un test dunque occorre esaminare il suo contenuto e determinare se lo strumento misura realmente ciò che intende misurare in rapporto ad un criterio, cioè quanto è efficace nel predire il comportamento di un individuo in situazioni precedentemente definite.

I test aumentano di validità se tarati in base alle caratteristiche culturali e sociali dell’ambiente nel quale sono utilizzati (esempio: se il test viene somministrato in Italia, le prove dovranno essere svolte su un campione rappresentativo della popolazione italiana. E’ ovvio che se il test è stato costruito sulla popolazione americana o sudafricana potrebbe dare risultati differenti).

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Attendibilità: coerenza dei punteggi raggiunti dagli stessi individui se sottoposti nuovamente alla stessa prova, o una forma equivalente di essa. Da tale rilevazione si può vedere se il test soddisfa gli scopi per i quali è impiegato, e la sua efficacia. Queste misure servono per generalizzare i risultati di un test.

Più il test è attendibile, meno i risultati sono influenzabili da cambiamenti accidentali (es. giornate-no, locali più o meno gradevoli e accoglienti, periodo dell’anno, ora di somministrazione, ecc.). Il coefficiente di correlazione esprime il grado di corrispondenza, ovvero la relazione esistente fra due gruppi di punteggi. Un correlazione uguale a zero indica l’assenza completa di ogni relazione, come potrebbe accadere in base al puro caso.

Es. se una persona il lunedì risulta avere un Q.I. di 80 e il venerdì di 110, ambedue i punteggi meritano scarsa fiducia perché sembrano essere dovuti al caso.

Come si verifica l’attendibilità di un test?

Per verificare l’attendibilità di un test occorre :

1. riapplicare più volte il test in condizioni diverse, alle stesse persone (re-test)

2. utilizzare forme equivalenti, o parallele, di un test (con quesiti simili)

3. confrontare metà dei risultati di un test con l’altra metà (split-half reliability)

I test che si trovano sulle riviste o sui siti internet sono attendibili?

In genere questi test non hanno alcuna validità scientifica. A cosa servono allora? Sono niente altro che dei giochi psicologici, per mettersi alla prova, per porsi delle domande che in genere non ci si pone, per confrontare i propri risultati con quelli di altri, al fine di riflettere e comprendere meglio la personalità, propria e delle persone con cui ci si relaziona.

Dr. Giuliana Proietti

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