Quando il sesso diventa un obbligo
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Dr. Giuliana Proietti
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Nelle relazioni di lunga durata, la sessualità può attraversare fasi complesse in cui il desiderio non è sempre condiviso. In questi contesti, accade talvolta che una persona scelga di avere rapporti sessuali non per desiderio, ma per soddisfare il/la partner. Questo comportamento, definito sesso obbligatorio (obligatory sex), non equivale a coercizione o violenza, ma rappresenta una forma di adattamento relazionale che può avere implicazioni psicologiche significative.
Uno studio condotto da Bente Træen (2008) ha analizzato questo fenomeno in coppie eterosessuali, indagando la frequenza del sesso obbligatorio e la sua relazione con il desiderio sessuale e la comunicazione di coppia.
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Che cosa si intende per “sesso obbligatorio”?
Il termine sesso obbligatorio si riferisce al rapporto sessuale consensuale avuto con il solo scopo di soddisfare il/la partner, pur in assenza di desiderio. Non si tratta dunque di coercizione o abuso, ma di un comportamento spesso legato al senso del dovere, al desiderio di mantenere l’armonia nella coppia o di evitare conflitti e sensi di colpa.
Come sottolinea Træen (2008), in molte relazioni il sesso viene percepito come un “obbligo implicito” del legame affettivo, soprattutto quando uno dei partner vive una riduzione del desiderio.
Quanto è diffuso questo comportamento?
I risultati dello studio mostrano una differenza di genere rilevante:
- il 26% degli uomini e il 56% delle donne ha dichiarato di aver avuto rapporti sessuali pur senza desiderio, solo per accontentare il/la partner;
- tra le persone con desiderio sessuale ridotto, due donne su tre e un uomo su cinque hanno riferito esperienze di sesso obbligatorio.
Ciò suggerisce che il fenomeno è più frequente tra le donne, soprattutto in presenza di un desiderio sessuale basso o disturbato.
Sessualità e terza età
Il “sesso obbligatorio” è sempre negativo?
Non necessariamente. Gli autori distinguono tra sesso obbligatorio consensuale (vissuto come gesto di affetto o compromesso) e sesso non consensuale (vissuto come costrizione).
Se accade raramente e in un contesto affettivo sano, il sesso volto a soddisfare il/la partner può essere percepito come un dono o come una forma di intimità relazionale. Tuttavia, quando diventa una strategia ripetuta per evitare conflitti o compensare la colpa per il calo del desiderio, può generare disagio emotivo, rabbia o frustrazione.
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Qual è il legame tra comunicazione e sesso obbligatorio?
La comunicazione sessuale gioca un ruolo centrale. Lo studio mostra che:
- il 67% delle donne che trovano difficile parlare di sesso con il partner ha sperimentato sesso obbligatorio;
- tra chi comunica apertamente, la percentuale scende al 51%.
Negli uomini, la differenza è meno marcata, ma emerge che chi ha una riduzione del desiderio tende a comunicare di più su ciò che è sessualmente piacevole o spiacevole, quasi come tentativo di mantenere una buona relazione di coppia nonostante la difficoltà del desiderio.
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e in queste città:
Ci sono differenze tra uomini e donne nel modo di vivere il fenomeno?
Sì. Le donne tendono a collegare il desiderio sessuale a sentimenti di amore, accettazione e intimità emotiva (Basson, 2002; Sand & Fisher, 2007). Per molte, la riduzione del desiderio è legata a fattori affettivi più che fisiologici.
Gli uomini, invece, vivono spesso la sessualità come canale di vicinanza emotiva in sé: il contatto fisico diventa il mezzo principale per esprimere affetto e sentirsi vicini alla partner (Cupach & Metts, 1991; Ridley, 1993).
Da qui nasce una possibile discrepanza di desiderio: quando lei ha bisogno di sentirsi amata per desiderare, e quando lui desidera per sentirsi amato.
Perché la comunicazione sessuale è così importante?
Comunicare i propri bisogni e limiti permette di ridefinire il significato della sessualità nella coppia. Parlare apertamente di cosa piace o non piace, di fantasie o di difficoltà, consente di negoziare i copioni sessuali (Gagnon & Simon, 2005) e di ridurre i fraintendimenti.
Una buona comunicazione sessuale favorisce intimità, sicurezza e soddisfazione relazionale (Byers, 2005; Schaefer & Olson, 1981). Al contrario, il silenzio può rinforzare dinamiche di colpa, obbligo o distanza emotiva.
Quali implicazioni psicologiche può avere il sesso obbligatorio?
Il sesso vissuto come dovere può generare sentimenti ambivalenti: da un lato, senso di colpa o vergogna per non provare desiderio; dall’altro, rabbia o risentimento verso il partner percepito come “esigente”.
In alcuni casi, il sesso obbligatorio diventa una strategia per ridurre l’ansia di perdita o per mantenere la stabilità della relazione, ma a lungo termine può compromettere il benessere psicologico e la soddisfazione sessuale.
Relazione: La sessualità femminile fra sapere e potere
Cosa può fare una coppia in difficoltà su questo piano?
Un primo passo è riconoscere il problema e creare uno spazio di dialogo sicuro, in cui entrambi possano esprimere bisogni e paure senza giudizio.
L’intervento di un/a terapeuta sessuologo/a può aiutare la coppia a comprendere le dinamiche sottostanti al calo del desiderio e a ricostruire una sessualità condivisa, basata sull’intimità e sulla reciprocità, non sull’obbligo.
Dr. Giuliana Proietti
Fonte principale
Rifletti sulla tua relazione e sulla tua intimità
Il “sesso obbligatorio” può avere significati diversi per ogni persona. Rispondi alle domande seguenti per esplorare il tuo modo di vivere la sessualità nella coppia.
Non è un test: le tue risposte servono solo a te, per riflettere.
Esercizio di consapevolezza
Prenditi qualche minuto per scrivere, a caldo, cosa rappresenta oggi la sessualità nella tua relazione. È un gesto d’amore, un’abitudine, una fonte di tensione o di sintonia con il/la partner?
Scrivere i propri pensieri aiuta a dare un senso alle emozioni e a individuare i propri bisogni relazionali.
Immagine
Foto di cottonbro studio





