OnlyFans e la Mercificazione del Corpo

OnlyFans e la Mercificazione del Corpo

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La Terapia è solo a un click da casa tua!

Dr. Giuliana Proietti

Psicoterapeuta • Sessuologa

Rispondo personalmente in tempi rapidi.

Negli ultimi decenni la rappresentazione del corpo femminile nei media è stata fortemente condizionata da processi di sessualizzazione, attraverso i quali il valore di una persona viene ridotto principalmente alla sua attrattiva sessuale. In questo contesto si inserisce l’ascesa di piattaforme come OnlyFans, divenute un vero e proprio fenomeno culturale di massa, con ricavi cresciuti di oltre il 500% durante la pandemia di COVID-19.

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Cosa è OnlyFans?

Sostenuta da logiche neoliberiste che esaltano l’imprenditorialità individuale e l’auto-branding, OnlyFans è una piattaforma che trasforma il corpo e l’intimità in beni di consumo, promuovendo l’idea che l’esposizione di sé rappresenti una forma di empowerment e una scorciatoia verso il successo economico. Tuttavia, questa narrazione apparentemente emancipatoria solleva interrogativi rilevanti sul piano sociale e psicologico, soprattutto in relazione ai giovani, costantemente esposti a modelli fondati sull’auto-oggettivazione.

Come è nata OnlyFans?

OnlyFans è nata inizialmente come uno strumento pensato per consentire a influencer e creatori di contenuti di condividere materiale esclusivo con i propri follower. Nel tempo, però, la piattaforma si è trasformata prevalentemente in uno spazio dedicato alla produzione e al consumo di contenuti erotici e pornografici. Il suo funzionamento si basa su un sistema di abbonamenti, integrato da mance e messaggi a pagamento, che consente una relazione diretta e continuativa tra creatore e utente.

All’interno di questo modello, l’intimità viene progressivamente convertita in valore economico. Sotto l’influenza del neoliberalismo, il corpo femminile è concepito come una risorsa individuale da monetizzare, mentre aspetti tradizionalmente privati, come il desiderio, l’affettività e la sessualità, vengono inglobati nelle dinamiche del mercato.

OnlyFans si inserisce così in una più ampia cultura dell’oscenità, in cui il sessuale e l’intimo diventano spettacolo pubblico finalizzato all’ottenimento di consenso sociale e guadagno economico. L’esposizione del corpo non è più solo una scelta personale, ma assume la forma di un’attività imprenditoriale.

Dr. Giuliana Proietti - Relazione su: Non Monogamia Etica


Che differenze ci sono con la pornografia tradizionale?

Rispetto alla pornografia tradizionale, la piattaforma introduce un elemento distintivo fondamentale: la simulazione di una relazione personale. Attraverso messaggi diretti, contenuti personalizzati e dirette streaming, viene costruita un’illusione di intimità individualizzata che alimenta quella che può essere definita un’economia dell’attenzione. In questo senso, OnlyFans non vende soltanto immagini, ma monetizza la disponibilità emotiva e sessuale, trasformando l’identità stessa del creatore in un prodotto inserito in un mercato digitale globale.

Chi sono i creators e gli utenti in OnlyFans?

Dal punto di vista demografico emerge un marcato divario di genere. La stragrande maggioranza dei creatori è composta da donne, spesso molto giovani, con un’età compresa prevalentemente tra i 18 e i 24 anni. Al contrario, la maggior parte degli utenti paganti è costituita da uomini, spesso sposati, con un’età media che si colloca tra i 35 e i 44 anni.

Che ruolo hanno i social media?

I social media giocano un ruolo centrale nella normalizzazione e promozione della piattaforma. TikTok, Instagram e X agiscono come amplificatori, grazie ad algoritmi che premiano contenuti sessualmente allusivi e narrazioni di successo economico rapido. OnlyFans viene spesso presentato come un modello aspirazionale e non è raro che adolescenti ricevano messaggi privati non richiesti, inclusi fenomeni come il cyberflashing, che li incoraggiano a entrare nella piattaforma.


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Quali rischi corrono i giovani che utilizzano questa piattaforma?

L’auto-oggettivazione digitale e l’esposizione costante a contenuti ipersessualizzati comportano rischi significativi per lo sviluppo psicologico e sociale dei giovani.  La normalizzazione di stereotipi di genere e di dinamiche di potere diseguali contribuisce a far percepire l’oggettivazione come accettabile o desiderabile, ridefinendo l’intimità come qualcosa di intrinsecamente commerciabile.

Numerosi studi indicano inoltre una correlazione tra l’esposizione precoce a contenuti sessualmente espliciti e l’adozione di comportamenti sessuali a rischio in età adulta, come il debutto sessuale anticipato, rapporti non protetti e una maggiore vulnerabilità relazionale.

Questi effetti risultano amplificati dalla particolare fragilità neuropsicologica dell’adolescenza, fase caratterizzata dall’immaturità della corteccia prefrontale e da un’elevata sensibilità alla pressione dei cosiddetti superpeer digitali. La ricerca di validazione e riconoscimento può spingere i minori a sottovalutare i rischi legati alla privacy e alla sicurezza personale.

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La mercificazione del corpo online comporta altri rischi?

Si. Tende infatti a minimizzare pericoli concreti come il cyberbullismo, il sextortion, le truffe e le forme di sfruttamento, spesso occultate da una retorica di successo facile e autodeterminazione.

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La vendita della propria intimità online può essere interpretata come una forma di libertà?

Difficilmente può essere interpretata come una reale forma di libertà: si tratta piuttosto di un fenomeno complesso che rischia di intrappolare i giovani in modelli di realizzazione basati esclusivamente sull’attrattiva fisica, riducendo lo spazio per immaginare alternative autentiche di empowerment.

I giovani accedono facilmente a questa piattaforma?

Nonostante i divieti formali per i minori di 18 anni, l’accesso ai contenuti è tutt’altro che impossibile. Molti adolescenti aggirano i sistemi di controllo attraverso piattaforme parallele, come server Discord o gruppi Telegram, dove materiali a pagamento vengono condivisi gratuitamente.

Come si può contrastare questo fenomeno?

Per contrastare questo fenomeno, la ricerca sottolinea l’importanza di programmi di alfabetizzazione mediatica e di un’educazione sessuale critica all’interno delle scuole. Allo stesso tempo, è necessario un intervento normativo più incisivo che limiti la promozione di contenuti sessualizzati verso i minori e una maggiore responsabilità da parte delle piattaforme digitali. Infine, un ruolo fondamentale spetta alle famiglie, chiamate a promuovere un dialogo aperto, informato e non giudicante sui temi della sessualità, del corpo e dell’identità.

Dr. Giuliana Proietti

Dr. Giuliana Proietti - Relazione: La sessualità femminile fra sapere e potere


Fonte principale

Anciones Anguita, K., Checa Romero, M. Making Money on OnlyFans? A Study on the Promotion of Erotic Content Platforms on Social Media and their Influence on Adolescents. Sexuality & Culture 29, 2727–2751 (2025). https://doi.org/10.1007/s12119-025-10389-2

Immagine

Foto di Tima Miroshnichenko

Di Giuliana Proietti

Giuliana Proietti – Psicoterapeuta e Sessuologa Clinica

Giuliana Proietti è psicoterapeuta e sessuologa clinica. Offre consulenze psicologiche e sessuologiche sia online, accessibili da qualsiasi luogo, sia in presenza nelle sedi di Fabriano, Civitanova Marche, Ancona e Terni.

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