La candidosi vaginale

La candidosi vaginale

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Dr. Giuliana Proietti
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La candidosi vaginale non è solo un’infezione ginecologica: rappresenta anche una sfida psicologica e relazionale. Il riconoscimento di questi aspetti consente di integrare il trattamento medico con un sostegno psicologico, migliorando non solo la guarigione fisica ma anche il benessere emotivo e la qualità della vita sessuale e affettiva.

Cosa è la candidosi?

La candidosi vaginale è una delle infezioni genitali più comuni al mondo. Viene definita anche vaginite da candida o vulvovaginite. Si stima che otto donne su dieci soffrano di almeno un episodio acuto nel corso della vita. Di queste, la metà sviluppa una ricaduta e circa una su dieci sviluppa una candidosi ricorrente, una condizione caratterizzata da quattro o più episodi di infezione all’anno. In totale, si stima che 140 milioni di donne soffrano di questa forma di infezione.

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Quali sono le cause e i fattori predisponenti?

La candidosi è determinata dalla proliferazione eccessiva della Candida albicans, un micete normalmente presente nella flora vaginale in quantità limitata, coesistendo con batteri benefici, come i lattobacilli, in un ambiente acido che mantiene l’equilibrio microbico.
Tuttavia, quando il microbiota vaginale è alterato, la candida può causare un’infezione.

Quali fattori possono favorirne lo sviluppo?

I più comuni sono i seguenti:

  • alterazioni ormonali (ciclo mestruale, gravidanza, menopausa);
  • uso di antibiotici che alterano la flora batterica;
  • riduzione delle difese immunitarie;
  • stress psico-fisico;
  • abitudini alimentari ricche di zuccheri semplici.

Quali sono i sintomi?

La sintomatologia include prurito intenso, bruciore, secrezioni biancastre e dolore durante i rapporti sessuali o la minzione. Tali sintomi possono essere molto fastidiosi e incidere sulla qualità della vita quotidiana e sulla sessualità.

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Come si fa la diagnosi?

La diagnosi è solitamente semplice e si basa sull’identificazione dei sintomi sopra menzionati, sull’osservazione microscopica del fungo in campioni vaginali e sulla sua coltura in un laboratorio di microbiologia.

Come si cura la candidosi?

Esistono trattamenti efficaci che utilizzano farmaci antimicotici, somministrati localmente (per via topica intravaginale) o per via orale (per via sistemica). Gli azoli, come il clotrimazolo e il miconazolo , e la nistatina sono gli agenti topici più comunemente utilizzati. Anche il fluconazolo orale è frequentemente utilizzato. Tuttavia, il trattamento non impedisce ad alcune donne di sperimentare nuovi episodi.

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Per prevenire queste complicazioni, sono stati appena approvati due promettenti farmaci orali: ibrexafungerp e oteseconazolo . Inoltre, due vaccini (NDV-3A e PEV7 -Pevion7-) sono in fase di valutazione per la loro utilità nella prevenzione delle candidosi ricorrenti.

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La candidosi è un problema anche sociale?

Si, la persistenza di questa infezione pone sfide che vanno oltre l’ambito medico, dal momento che l’accesso  alle cure ginecologiche, soprattutto nelle regioni con bassi livelli di istruzione, risorse economiche limitate e disuguaglianza di genere, è piuttosto difficile. In molti paesi dell’Africa, delle Americhe e dell’Asia, la candidosi vaginale è più comune a causa della povertà, del basso livello di istruzione, delle ideologie religiose o politiche dominanti e delle strutture sociali che emarginano le donne o assegnano loro un ruolo sociale limitato e subordinato.

Dr. Giuliana Proietti
Albo degli Psicologi Lazio n. 8407

Seduta di psicoterapia

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I suoi effetti possono riflettersi sul benessere psicologico e sulle dinamiche di coppia?

Si. La candidosi vaginale non è soltanto un disturbo fisico! Occorre tenere conto anche dei seguenti aspetti:

  • Vergogna e senso di colpa: molte donne provano imbarazzo nel parlare dell’infezione, vissuta come segno di scarsa igiene o come “difetto” personale, sebbene non sia così.
  • Ansia da prestazione sessuale: il dolore e il bruciore durante i rapporti possono portare ad associare la sessualità a esperienze negative, generando evitamento.
  • Impatto sull’autostima: la ricorrenza dell’infezione può indurre la sensazione di perdita di controllo sul proprio corpo.
  • Dinamiche di coppia: la difficoltà a comunicare il problema può alimentare tensioni, incomprensioni o riduzione dell’intimità.

Cosa si può fare sul piano psicologico?

Occorre  comprendere che la candidosi è un’infezione comune e non un marchio di scarsa igiene; nel caso in cui l’infezione influenzasse negativamente la vita intima, un percorso con un/a terapeuta sessuologo/a potrebbe favorire la rielaborazione dei vissuti di dolore, paura e vergogna

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È possibile ridurne l’impatto?

Si, evitando sia la sottodiagnosi che la sottovalutazione della candidosi vaginale. Allo stesso modo, l’accesso a informazioni chiare e un’adeguata educazione sessuale sono essenziali per prevenire e curare efficacemente questa malattia.

Dr. Giuliana Proietti

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Fonte principale

¿Por qué la candidiasis vaginal continúa siendo un problema médico tan frecuente?

Di Giuliana Proietti

Giuliana Proietti è psicoterapeuta e sessuologa clinica. Riceve i pazienti online, da qualsiasi parte del mondo. Sono possibili anche incontri in presenza, a Fabriano Civitanova Marche Ancona e Terni. Costo della Terapia Online: 60 euro/seduta In presenza 90 euro/seduta. Telefonare o inviare un messaggio whatsapp per chiedere appuntamento al 347 0375949, oppure scrivere a info@giulianaproietti.it Visita i siti www.psicolinea.it www.clinicadellatimidezza.it www.clinicadellacoppia.it per avere ulteriori informazioni.