Propaganda, disinformazione e manipolazione dell’informazione: storia, tecniche e impatto sulla società contemporanea

Propaganda, disinformazione e manipolazione dell’informazione: storia, tecniche e impatto sulla società contemporanea

La propaganda è un fenomeno antico quanto la comunicazione umana, ma assume oggi una rilevanza particolare nell’ecosistema digitale, dove la velocità di diffusione delle informazioni rende sempre più difficile distinguere tra verità, interpretazione e manipolazione. In un’epoca segnata da elezioni, conflitti geopolitici e flussi informativi continui, comprendere cosa sia la propaganda, come si distingua dalla disinformazione e quali meccanismi psicologici la rendano efficace è diventato essenziale per leggere criticamente la realtà.

Cerchiamo di saperne di più.

Che cos’è la propaganda?

Il termine “propaganda” deriva dal latino Congregatio de Propaganda Fide, istituita nel 1622 dalla Chiesa cattolica per diffondere la fede cristiana. In origine aveva quindi un significato neutro legato alla diffusione delle idee. Con il tempo, tuttavia, il termine ha assunto una connotazione sempre più negativa, fino a indicare la diffusione sistematica e intenzionale di informazioni parziali o fuorvianti per influenzare opinioni e comportamenti.

Secondo la definizione dell’Oxford English Dictionary, la propaganda è la “diffusione sistematica di informazioni, spesso in modo parziale o ingannevole, al fine di promuovere una causa politica o un punto di vista”.

Propaganda e persuasione sono la stessa cosa?

No. La persuasione può avvenire anche in modo trasparente e argomentato, mentre la propaganda implica spesso un uso strategico della comunicazione volto a orientare le opinioni senza che il destinatario ne sia pienamente consapevole.

In questo senso, la propaganda si avvicina alla cosiddetta guerra psicologica, che mira a indebolire la volontà dell’altro attraverso la manipolazione delle informazioni e delle emozioni collettive.

Dr. Giuliana Proietti - Geografie Interiori - 2026

Che cos’è la disinformazione?

La disinformazione è la diffusione deliberata di informazioni false o fuorvianti con l’obiettivo di ingannare o influenzare un pubblico. A differenza della propaganda, che può includere anche contenuti parzialmente veri ma selezionati strategicamente, la disinformazione si basa più direttamente sulla falsificazione intenzionale dei fatti.

Secondo le definizioni linguistiche moderne, il termine ha origine durante la Guerra Fredda e indica un’attività spesso associata ad attori statali o istituzionali che mirano a influenzare l’opinione pubblica o i governi stranieri.

Qual è la differenza tra disinformazione e misinformazione?

La distinzione fondamentale riguarda l’intenzionalità. La disinformazione è deliberata, mentre la misinformazione è la diffusione involontaria di informazioni errate.

La misinformazione può derivare da errori, incomprensioni o credenze errate, mentre la disinformazione implica una strategia consapevole di manipolazione. Entrambe, tuttavia, possono avere effetti simili sulla percezione della realtà.

La propaganda è un fenomeno moderno?

No, la propaganda esiste da sempre, anche se le sue forme sono cambiate nel tempo. Già nell’antichità leader politici e militari utilizzavano narrazioni costruite per influenzare il comportamento delle popolazioni.

Con l’invenzione della stampa, e successivamente con la radio, la televisione e oggi i social media, la propaganda ha semplicemente ampliato la sua portata e velocità di diffusione.

Come si è evoluta la propaganda nel mondo moderno?

Nel XX secolo la propaganda diventa una vera e propria tecnica scientifica. Figure come Edward Bernays e Walter Lippmann hanno contribuito a sistematizzare l’uso della psicologia sociale nella comunicazione di massa, soprattutto durante e dopo la Prima guerra mondiale.

Le loro idee si basavano su un presupposto fondamentale: le masse non agiscono sempre in modo razionale e possono essere influenzate attraverso simboli, emozioni e ripetizione dei messaggi.

  Un chatbox per psicologo: funziona?

Chi è Edward Bernays e perché è importante?

Edward Bernays è considerato uno dei padri della propaganda moderna e delle pubbliche relazioni. Nipote di Sigmund Freud, applicò i principi della psicoanalisi alla comunicazione di massa, sostenendo che il comportamento umano può essere influenzato in modo sistematico.

Bernays riteneva che la propaganda fosse inevitabile nella società moderna e che potesse essere utilizzata per orientare l’opinione pubblica in qualsiasi direzione, dalla politica al consumo commerciale.

La propaganda è sempre negativa?

Non necessariamente. In senso ampio, la propaganda può essere utilizzata anche per finalità sociali o istituzionali, come campagne di salute pubblica o educazione civica. Tuttavia, il problema emerge quando viene utilizzata per manipolare in modo non trasparente le opinioni delle persone.

La distinzione tra informazione, persuasione e manipolazione non è sempre netta e dipende dal grado di trasparenza e dalla libertà di giudizio lasciata al destinatario.

Dr.ssa Giuliana Proietti

Dr. Giuliana Proietti

Psicologa • Psicoterapeuta • Sessuologa Clinica

Oltre 30 anni di esperienza nel supporto psicologico e relazionale. Percorsi terapeutici personalizzati orientati al cambiamento concreto e al benessere duraturo.

Quali strumenti utilizza oggi la propaganda?

La propaganda contemporanea utilizza una vasta gamma di strumenti: media tradizionali, social network, pubblicità digitale, algoritmi e micro-targeting. Le piattaforme digitali permettono oggi una personalizzazione estrema dei messaggi, rendendo la comunicazione più efficace ma anche più invisibile.

A differenza del passato, oggi la propaganda non si limita a raggiungere le masse, ma può adattarsi ai singoli individui in base ai loro comportamenti online.

Che ruolo hanno i social media nella propaganda moderna?

I social media rappresentano un ambiente ideale per la diffusione di contenuti manipolativi, perché combinano velocità, viralità e forte componente emotiva. Le informazioni possono essere condivise rapidamente senza filtri editoriali tradizionali.

Questo rende più difficile distinguere tra informazione affidabile, opinione e contenuto manipolato.

Perché la propaganda funziona?

La propaganda funziona perché sfrutta meccanismi psicologici profondi: il bisogno di appartenenza, l’autorità percepita, il bias di conferma e la ripetizione dei messaggi. Le persone tendono a credere più facilmente a informazioni che confermano le loro convinzioni preesistenti.

È possibile difendersi dalla propaganda?

Una difesa efficace non consiste nell’evitare completamente l’informazione, ma nello sviluppare strumenti critici di lettura. Verificare le fonti, confrontare più punti di vista e riconoscere le emozioni suscitate dai messaggi sono strategie fondamentali.

La consapevolezza dei meccanismi di influenza è il primo passo per ridurre la vulnerabilità alla manipolazione informativa.

Dr. Giuliana Proietti



Fonte principale

Understanding propaganda

Image by memyselfaneye from Pixabay

Di Giuliana Proietti

Giuliana Proietti – Psicoterapeuta e Sessuologa Clinica

Giuliana Proietti è psicoterapeuta e sessuologa clinica. Offre consulenze psicologiche e sessuologiche sia online, accessibili da qualsiasi luogo, sia in presenza nelle sedi di Fabriano, Civitanova Marche, Ancona e Terni.

Contatti diretti

Telefono / WhatsApp: +39 347 037 5949 Scrivi direttamente su WhatsApp Email: info@giulianaproietti.it Per richiedere un appuntamento è possibile contattare direttamente lo studio tramite uno dei canali sopra indicati.