Eccitazione sessuale assente: che fare?

Eccitazione sessuale assente: che fare?

Eccitazione sessuale assente: quando c’è attrazione ma il corpo non sembra reagire

Perché non mi eccito durante il contatto fisico con il partner, anche se mi piace? È una domanda più frequente di quanto si possa pensare. Alcune persone provano attrazione, desiderano una relazione, apprezzano i baci e le effusioni, ma quando arriva il momento del contatto sessuale non avvertono quella risposta fisica che si aspettavano.

Può succedere anche a persone che, in altre circostanze, hanno una normale risposta sessuale: per esempio durante la masturbazione, attraverso le fantasie erotiche o utilizzando altri tipi di stimolazione.

Questo significa che qualcosa “non funziona”? Non è detto. La sessualità umana è molto più variabile di quanto facciano pensare le rappresentazioni cinematografiche o l’idea secondo cui, davanti alla persona giusta, il corpo dovrebbe automaticamente reagire.

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La prima cosa da sapere

Non esiste un’unica forma “normale” di eccitazione sessuale.

Alcune persone avvertono un desiderio spontaneo prima del contatto fisico e poi cercano la vicinanza sessuale. Altre, invece, iniziano a sentirsi sessualmente coinvolte durante una situazione piacevole, dopo che sono cominciati il contatto, la stimolazione, l’intimità e la sensazione di sicurezza.

Perciò non è necessario che il desiderio compaia sempre prima del bacio o prima delle effusioni. In alcune persone l’eccitazione è prevalentemente responsiva: arriva in risposta a uno stimolo piacevole, anziché precederlo.

Che cosa significa “non mi eccito”?

Prima di cercare una causa è importante capire che cosa si intende esattamente per assenza di eccitazione.

L’eccitazione sessuale non è una singola sensazione. Comprende componenti diverse:

  • sensazioni piacevoli nel corpo;
  • maggiore sensibilità dei genitali;
  • lubrificazione;
  • desiderio di continuare il contatto;
  • fantasie o pensieri erotici;
  • sensazione di coinvolgimento sessuale;
  • eventuali modificazioni fisiologiche della risposta genitale.

Una persona può avere una di queste risposte senza averle tutte contemporaneamente. Per questo è utile descrivere con precisione che cosa succede al corpo e che cosa succede alla mente.

Se mi eccito durante la masturbazione, perché non mi eccito con il partner?

Questo è uno degli aspetti più importanti del problema.

Se una persona riesce a provare eccitazione e a raggiungere l’orgasmo durante la masturbazione, significa che possiede una capacità di risposta sessuale. Ma ciò non dimostra automaticamente che la difficoltà con il partner sia esclusivamente psicologica.

Significa piuttosto che la risposta sessuale funziona in determinate condizioni e che occorre capire quali condizioni siano presenti nella masturbazione e assenti nell’interazione con il partner.

La stimolazione può essere diversa, così come il ritmo, la pressione, il controllo della situazione, il livello di concentrazione, la possibilità di interrompere il contatto e il tipo di fantasie utilizzate.

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Una domanda molto utile

Non bisogna chiedersi soltanto:

“Perché non mi eccito con lui/lei?”

Ma anche:

“Che cosa succede quando mi eccito da solo/a che non succede quando sono con lui/lei?”

La differenza può fornire informazioni preziose: tipo di stimolazione, fantasie, ritmo, controllo, privacy, rilassamento, aspettative o modo di vivere il proprio corpo.

Attrazione ed eccitazione sono la stessa cosa?

No. È possibile essere attratti da una persona senza provare immediatamente una forte eccitazione corporea.

L’attrazione può riguardare la personalità, l’aspetto fisico, l’intelligenza, la simpatia, il desiderio di vicinanza o il coinvolgimento emotivo. L’eccitazione sessuale è invece una risposta psicofisiologica più specifica.

Le due esperienze spesso si accompagnano, ma non necessariamente.

Per questo la frase “mi piace, ma non mi eccito” non è necessariamente una contraddizione.


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Desiderio ed eccitazione possono arrivare dopo?

Sì. Il modello secondo cui prima nasce il desiderio, poi l’eccitazione e infine l’orgasmo non descrive tutte le esperienze sessuali.

Per alcune persone il desiderio è soprattutto spontaneo: compare prima dell’interazione. Per altre può essere prevalentemente responsivo: una volta iniziato un contatto piacevole, il corpo e la mente diventano progressivamente più coinvolti.

Questo è particolarmente importante perché una persona che aspetta necessariamente di sentirsi eccitata prima di ogni contatto può interpretare erroneamente una risposta sessuale più graduale come un’assenza totale di desiderio.

Non occorre superare un esame

Se durante un bacio pensi continuamente “adesso dovrei eccitarmi”, rischi di trasformare il contatto in una verifica.

Mi sto eccitando abbastanza? Sto provando qualcosa? Perché non sento niente?

Questo controllo può rendere molto difficile lasciarsi coinvolgere dall’esperienza.

L’obiettivo non dovrebbe essere produrre artificialmente un’eccitazione, ma creare le condizioni nelle quali il piacere possa eventualmente comparire.

Può trattarsi di ansia da prestazione anche se ci si sente tranquilli?

Sì, ma non è detto.

L’ansia sessuale non si presenta necessariamente come una forte paura consapevole. Può manifestarsi come ipercontrollo, osservazione continua di se stessi, aspettative elevate o preoccupazione per la propria risposta.

Una persona può pensare di essere perfettamente tranquilla e contemporaneamente controllare mentalmente ciò che sta accadendo al proprio corpo.

Può inoltre esserci un meccanismo appreso: dopo diverse esperienze nelle quali l’eccitazione non è arrivata, il successivo incontro sessuale può essere vissuto come una sorta di test.

Dr. Giuliana Proietti - Relazione: La sessualità femminile fra sapere e potere

Il primo rapporto sessuale andato male può influenzare le esperienze successive?

Sì. Un’esperienza sessuale vissuta con ansia, pressione o forzatura può diventare un ricordo importante.

Se una persona ha pensato “devo riuscire a eccitarmi” e ha continuato il rapporto nonostante il corpo non fosse coinvolto, potrebbe successivamente associare il contatto sessuale a fallimento, aspettativa o paura di ripetere l’esperienza.

Questo non significa che il problema sia irreversibile. Significa semplicemente che la storia delle esperienze sessuali può influenzare il modo in cui affrontiamo quelle successive.

La pillola anticoncezionale può diminuire l’eccitazione?

È possibile in alcune donne, ma non è una spiegazione automatica.

La relazione tra contraccezione ormonale e sessualità è complessa. Le ricerche hanno prodotto risultati differenti: alcune donne riferiscono una riduzione del desiderio o modificazioni dell’eccitazione e della lubrificazione, mentre molte altre non riportano cambiamenti significativi. La European Society of Sexual Medicine ha sottolineato che le evidenze non permettono di costruire un algoritmo semplice per diagnosticare una disfunzione sessuale causata dalla contraccezione ormonale.

Una revisione del 2024 ha inoltre rilevato che alcune pillole combinate, in particolare quelle con componenti antiandrogeniche, potrebbero avere effetti negativi su eccitazione, lubrificazione e orgasmo in alcune donne, ma gli autori sottolineano che la qualità e l’eterogeneità degli studi impediscono conclusioni generalizzabili.

Una precedente revisione sistematica su oltre 13.000 donne aveva trovato che la maggioranza delle utilizzatrici di contraccettivi orali combinati riferiva nessun cambiamento o un aumento della libido, mentre una minoranza riportava una diminuzione. a è comunque possibile?

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La cronologia è importante.

Se la difficoltà nell’eccitazione è comparsa prima dell’inizio della pillola, è improbabile che la pillola sia l’unica spiegazione. Se invece il problema è comparso o è peggiorato dopo l’inizio di un determinato contraccettivo, il rapporto temporale merita di essere discusso con il ginecologo.

In nessun caso è consigliabile interrompere autonomamente la contraccezione: eventuali modifiche vanno concordate con il medico, valutando anche la necessità contraccettiva e il motivo per cui la pillola è stata prescritta.

 

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Che cosa può causare un’eccitazione sessuale scarsa o assente?

Le cause possono essere numerose e spesso più di una è presente contemporaneamente.

Cause psicologiche

  • ansia;
  • depressione;
  • stress;
  • ipercontrollo;
  • paura di non essere all’altezza;
  • esperienze sessuali negative;
  • immagine corporea negativa;
  • vergogna rispetto alla sessualità;
  • convinzioni rigide sul sesso;
  • traumi o esperienze sessuali indesiderate.

Cause relazionali

  • mancanza di sicurezza nella relazione;
  • difficoltà di comunicazione;
  • conflitti di coppia;
  • mancanza di attrazione sessuale verso il partner;
  • pressione a fare sesso;
  • modalità di contatto non adatte alla persona.

Cause fisiche o farmacologiche

  • cambiamenti ormonali;
  • dolore durante i rapporti;
  • secchezza vaginale;
  • alcune condizioni ginecologiche;
  • alcune malattie croniche;
  • alcuni farmaci;
  • alcuni contraccettivi ormonali.

Le fonti cliniche sottolineano infatti che le difficoltà sessuali possono avere contemporaneamente componenti fisiche, psicologiche, farmacologiche e relazionali.

PUBBLICAZIONI Dr.ssa Giuliana Proietti

I test

Quando si parla di disturbo dell’eccitazione sessuale?

Non basta avere poca eccitazione in alcune situazioni per parlare automaticamente di una disfunzione sessuale.

La valutazione clinica considera la persistenza del problema, il contesto, il livello di disagio che provoca e il funzionamento sessuale complessivo.

Inoltre, una persona può avere una risposta sessuale soddisfacente in alcune situazioni e difficoltà in altre. Per questo una diagnosi non dovrebbe essere fatta semplicemente sulla base della frase “non mi eccito con il partner”.

Che cosa fare concretamente?

Un percorso pratico in
7 passi

1. Non forzarsi ad avere rapporti sessuali senza eccitazione.

Se il corpo non è coinvolto e l’esperienza non è piacevole, non è necessario “provare a tutti i costi”. Forzarsi può aumentare la pressione e rendere il sesso ancora più associato al fallimento.

2. Non usare l’orgasmo come test.

Durante le effusioni prova a non chiederti continuamente se stai raggiungendo il livello di eccitazione “giusto”. Concentrarsi sulle sensazioni effettivamente presenti.

3. Esplorare ciò che funziona da sola.

Se durante la masturbazione si riesce a osservarsi, osservare quali condizioni sono di aiuto: tipo di stimolazione, ritmo, pressione, fantasie, ambiente, tempo necessario.

4. Comunicare con il/la partner.

Il/La partner non deve essere trasformato/a nella persona che deve “far funzionare il sesso”. Può invece diventare un collaboratore/una collaboratrice per scoprire i propri gusti sessuali.

5. Dedicare tempo alla stimolazione.

Non è necessario passare rapidamente dal bacio al rapporto sessuale. Il contatto può essere progressivo e può fermarsi in qualsiasi momento.

6. Sottoporsi a una valutazione ginecologica se si hanno dei dubbidubbi.

È particolarmente utile se sono presenti dolore, secchezza, alterazioni della sensibilità, cambiamenti ormonali o se assumi farmaci che potrebbero influenzare la sessualità.

7. Se il problema persiste ed è motivo di sofferenza, valutare una consulenza sessuologica.

Uno psicologo/a o psicoterapeuta con formazione specifica in sessuologia può essere di aiuto per imparare a distinguere tra aspettative, ansia, esperienze passate, dinamiche relazionali e modalità concrete di eccitazione.

È utile cambiare pillola?

Potrebbe essere una possibilità da discutere con il ginecologo se esiste un sospetto di effetto sulla sessualità, ma non dovrebbe essere il primo e unico intervento.

Nel caso di una persona che assume contraccezione ormonale da molti anni e ha sempre avuto la stessa difficoltà, è particolarmente importante ricostruire la cronologia: quando è comparso il problema? Era presente prima della pillola? È cambiato con i diversi preparati? È cambiato durante le sospensioni?

Queste informazioni possono essere molto più utili della semplice convinzione che “la pillola fa diminuire il desiderio”. Le evidenze disponibili mostrano infatti effetti molto variabili tra le donne e tra i diversi preparati.

Perché con un/a partner può essere diverso dalla masturbazione?

Durante la masturbazione la persona mantiene spesso un elevato livello di controllo sulla stimolazione. Sa esattamente quale pressione usare, quale ritmo mantenere e quando cambiare modalità.

Con un/una partner, invece, entrano in gioco imprevedibilità, comunicazione, reciprocità, esposizione del corpo, aspettative e attenzione verso l’altra persona.

Per alcune persone questo rende più difficile raggiungere lo stato di concentrazione e abbandono necessario per l’eccitazione.

Questo ovviamente non significa che non siano attratte dal partner.

Bisogna “aspettare la persona giusta”?

Non è detto..

La convinzione secondo cui “quando arriverà la persona giusta il mio corpo reagirà automaticamente” può diventare una trappola.

È possibile che una relazione particolarmente sicura e coinvolgente faciliti l’eccitazione, ma non esiste una legge psicologica per cui l’attrazione romantica debba automaticamente produrre una forte risposta fisica.

In alcuni casi il problema è il contesto; in altri il tipo di stimolazione; in altri ancora entrano in gioco ansia, aspettative, farmaci o caratteristiche individuali della risposta sessuale.

Importante non sentirsi obbligati/e a comportarsi come nei film

Il desiderio sessuale non deve necessariamente manifestarsi come una pulsione improvvisa e incontrollabile davanti al/alla partner.

Per alcune persone l’eccitazione arriva rapidamente; per altre è lenta; per altre ancora compare soprattutto in determinate condizioni.

La domanda non è “sono normale?” ma “come funziona la mia sessualità e che cosa mi permette di stare bene?”

Seduta di psicoterapia

Dr. Giuliana Proietti Tel e Whatsapp 347 0375949

Quando chiedere aiuto?

È opportuno rivolgersi a un/una professionista se l’assenza di eccitazione:

  • provoca sofferenza o preoccupazione;
  • interferisce con le relazioni sentimentali;
  • porta sistematicamente a evitare l’intimità;
  • è accompagnata da dolore o secchezza;
  • è comparsa dopo l’inizio di un farmaco;
  • è associata a cambiamenti del ciclo o ad altri sintomi ormonali;
  • è collegata a esperienze sessuali traumatiche o fortemente negative.

Non è necessario aspettare che il problema diventi grave: se la sessualità è fonte di disagio, parlarne con un ginecologo/a, medico di base o sessuologo/a è già un passo appropriato.

Dr. Giuliana Proietti

Fonti principali

European Society of Sexual Medicine, Hormonal Contraception and Female Sexuality: Position Statements.

Krapf JM, Goldstein AT, Combined estrogen-progestin oral contraceptives and female sexuality: an updated review, 2024.

Hormonal Contraception and Sexual Function: A Review, Clinical Insights, and Management Considerations, 2024.

Mayo Clinic, Female sexual dysfunction – Symptoms and causes.

Immagine

Foto di Darina Belonogova: https://www.pexels.com/it-it/foto/donna-che-indossa-un-blazer-con-la-mano-sul-mento-7959789/

Di Giuliana Proietti

Giuliana Proietti – Psicoterapeuta e Sessuologa Clinica

Giuliana Proietti è psicoterapeuta e sessuologa clinica. Offre consulenze psicologiche e sessuologiche sia online, accessibili da qualsiasi luogo, sia in presenza nelle sedi di Fabriano, Civitanova Marche, Ancona e Terni.

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