BDSM: cosa dice la ricerca scientifica

BDSM: cosa dice la ricerca scientifica?

Il termine BDSM comprende un insieme di pratiche che includono bondage e disciplina, dominazione e sottomissione, sadismo e masochismo. Sebbene nell’immaginario collettivo queste attività siano spesso associate esclusivamente al dolore, alla violenza o a comportamenti estremi, la ricerca scientifica mostra una realtà molto più articolata, nella quale assumono un ruolo centrale il consenso, la comunicazione e la definizione preventiva dei limiti.

Negli ultimi anni il BDSM è diventato sempre più visibile anche al grande pubblico grazie a libri, film e serie televisive, ma continua a essere circondato da numerosi pregiudizi. Per questo motivo alcuni ricercatori hanno deciso di studiare il fenomeno direttamente, analizzando l’esperienza di oltre 500 adulti per comprendere quali pratiche siano realmente diffuse, quali segni possano derivarne, come vengano gestiti i rischi e quale importanza abbiano strumenti come le parole di sicurezza (safe words).

In questo articolo riassumiamo i principali risultati di una ricerca ricerca pubblicata da Lehmiller e collaboratori, rispondendo alle domande più frequenti sul BDSM e descrivendo, con un linguaggio scientifico ma accessibile, anche gli aspetti meno conosciuti di queste pratiche.

Fonte: lo studio qui presentato è basato sulla ricerca pubblicata da Lehmiller e collaboratori, che ha esaminato le esperienze BDSM, i comportamenti di marcatura del corpo, il consenso e l’utilizzo delle parole di sicurezza in un campione di adulti della popolazione generale.

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La comunicazione viene prima di tutto!

Uno degli aspetti che emergono con maggiore chiarezza dalla ricerca è che il BDSM non inizia con la pratica sessuale, ma con la comunicazione. Prima di una scena, i partecipanti discutono generalmente ciò che desiderano fare, definiscono i rispettivi ruoli, stabiliscono i limiti da non superare e concordano le modalità con cui interrompere immediatamente l’attività qualora uno dei due non si senta più a proprio agio.

Lo studio evidenzia inoltre che i praticanti con maggiore esperienza tendono a utilizzare più frequentemente le safe words (parole di sicurezza) e a comunicare in modo più esplicito riguardo ai segni che sono disposti ad accettare o che preferiscono evitare. Questo suggerisce che, con l’esperienza, aumenta anche l’attenzione verso il consenso e la sicurezza reciproca.

Secondo gli autori, proprio la qualità della comunicazione rappresenta uno degli elementi che distingue il BDSM consensuale da qualsiasi forma di comportamento abusante o non consensuale.

Che cosa significa BDSM?

L’acronimo BDSM identifica un insieme di pratiche e dinamiche relazionali che comprendono:

  • Bondage e Disciplina (BD), cioè il ricorso a legature, costrizioni fisiche o regole condivise;
  • Dominazione e Sottomissione (D/s), basate sullo scambio consensuale di potere tra i partecipanti;
  • Sadismo e Masochismo (S/M), nelle quali il piacere può derivare dall’infliggere o dal ricevere dolore, umiliazione o altre intense stimolazioni fisiche o psicologiche.

Secondo gli autori dello studio, il BDSM è difficile da definire in modo univoco perché comprende pratiche molto diverse tra loro. L’elemento che le accomuna è lo scambio consensuale di potere tra due o più persone, che può avvenire attraverso il controllo, la stimolazione sensoriale, il dolore o altre esperienze capaci di suscitare piacere, spesso, ma non necessariamente, in un contesto sessuale.

Che cos’è una “scena” BDSM?

Nel linguaggio della comunità BDSM, una scena è l’incontro durante il quale si svolgono le attività concordate tra i partecipanti. Prima dell’inizio vengono generalmente definiti i ruoli, i limiti, le pratiche consentite e le modalità con cui interrompere immediatamente l’esperienza qualora uno dei partecipanti lo desideri.

Per molte persone la scena rappresenta uno spazio temporaneo nel quale sospendere le abituali dinamiche relazionali ed esplorare ruoli diversi, come quello di dominante, sottomesso oppure switch, cioè una persona che può alternare entrambe le posizioni a seconda della situazione o del partner.

Quali pratiche possono far parte del BDSM?

Le pratiche BDSM sono estremamente varie e possono differire notevolmente per intensità e modalità di esecuzione. Alcune sono relativamente semplici, mentre altre richiedono esperienza, preparazione e una conoscenza approfondita dei possibili rischi.

Tra le attività descritte nello studio vi sono:

  • bondage con corde, manette o altri sistemi di contenzione;
  • giochi di dominazione e sottomissione;
  • giochi di ruolo;
  • sculacciate e spanking;
  • uso di fruste, pagaie o altri strumenti per produrre stimolazioni dolorose;
  • tirare i capelli, mordere, graffiare o pizzicare;
  • stimolazione intensa dei genitali;
  • controllo del respiro (breath play) o altre pratiche considerate ad alto rischio.

Gli autori sottolineano che non tutti i praticanti sperimentano tutte queste attività e che il livello di intensità può variare enormemente da una persona all’altra.

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Quali strumenti vengono utilizzati?

Le scene BDSM possono prevedere l’impiego di numerosi strumenti e accessori. Lo studio cita, tra gli altri, corde, manette, maschere, fruste, pagaie, dildo e altri oggetti progettati per produrre specifiche sensazioni fisiche o psicologiche.

In molti casi, tuttavia, non vengono utilizzati strumenti particolari: anche le mani, la bocca o altre parti del corpo possono essere impiegate per pratiche come colpire, mordere, graffiare, tirare i capelli o esercitare altre forme di stimolazione consensuale.

Il BDSM lascia segni sul corpo?

Sì. Uno degli obiettivi principali dello studio era proprio quello di comprendere quali segni fisici possano derivare dalle pratiche BDSM e quanto spesso siano intenzionali oppure accidentali.

I ricercatori hanno osservato che i segni più comuni sono:

  • lividi;
  • graffi e abrasioni;
  • pomfi;
  • infiammazioni;
  • dolori articolari.

Meno frequenti risultano invece ustioni lievi, distorsioni, problemi circolatori, piercing, fratture ossee e altre lesioni più importanti. Nella maggior parte dei casi, i partecipanti hanno riferito che questi segni erano stati discussi e accettati prima dell’inizio della scena BDSM.



Quali parti del corpo vengono interessate più frequentemente?

Dall’analisi delle risposte emerge che le aree del corpo più frequentemente interessate sono:

  • glutei;
  • braccia;
  • gambe;
  • schiena;
  • collo;
  • torace.

Nei casi accidentali, invece, risultano coinvolte più spesso aree particolarmente sensibili o difficili da proteggere, come il viso, la testa o i genitali. Anche per questo motivo gli autori sottolineano l’importanza della comunicazione preventiva e della conoscenza delle tecniche utilizzate.

Tutti i segni vengono provocati intenzionalmente?

No. Lo studio distingue chiaramente tra segni intenzionali e segni accidentali. I primi fanno parte della scena BDSM e sono generalmente concordati dai partecipanti; i secondi rappresentano conseguenze non previste dell’attività.

Ad esempio, un livido provocato durante una sculacciata può essere desiderato oppure accettato, mentre un’abrasione più estesa, una contusione in una zona non prevista o una lesione dovuta a un movimento inatteso possono essere considerati eventi accidentali.

Perché alcune persone desiderano lasciare o ricevere segni sul corpo?

Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla ricerca riguarda il significato attribuito ai segni corporei. Per alcuni praticanti essi rappresentano semplicemente una conseguenza dell’attività svolta; per altri costituiscono un ricordo dell’esperienza condivisa con il partner oppure un simbolo della fiducia reciproca costruita durante la scena.

Non tutti, però, vivono i segni allo stesso modo. Molti partecipanti hanno dichiarato di preferire evitare qualsiasi traccia visibile sul corpo, soprattutto quando potrebbe creare problemi nella vita lavorativa, familiare o sociale. Per questo motivo la possibilità di lasciare segni viene spesso discussa esplicitamente prima dell’inizio della scena.

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Che cosa sono le parole di sicurezza (safe words)?

Le parole di sicurezza (in inglese safe words) sono parole o segnali concordati prima dell’inizio della scena BDSM che consentono a uno dei partecipanti di interrompere immediatamente l’attività oppure di chiederne la modifica. Rappresentano uno degli strumenti più importanti per garantire che l’esperienza rimanga consensuale e rispettosa dei limiti stabiliti.

Quando una persona pronuncia la parola di sicurezza, il partner è tenuto a fermarsi immediatamente oppure a ridurre l’intensità della pratica, senza discutere o mettere in dubbio la richiesta.

Che cos’è il sistema del semaforo?

Oltre alle parole di sicurezza, molti praticanti utilizzano il cosiddetto sistema del semaforo, una modalità semplice e immediata per comunicare il proprio stato durante la scena.

  • Verde: tutto procede bene e l’attività può continuare.
  • Giallo: la situazione sta diventando troppo intensa ed è opportuno rallentare o modificare ciò che si sta facendo.
  • Rosso: la scena deve interrompersi immediatamente.

Questo sistema permette di mantenere una comunicazione continua anche durante attività particolarmente intense o emotivamente coinvolgenti.

Le parole di sicurezza evitano tutti gli incidenti?

Non completamente. Uno degli aspetti più interessanti emersi dallo studio riguarda proprio questo punto. I ricercatori hanno osservato che le persone con maggiore esperienza nel BDSM utilizzano più frequentemente le parole di sicurezza rispetto ai praticanti meno esperti.

Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, tuttavia, l’uso delle safe words non è risultato associato a una riduzione dei segni accidentali. Secondo gli autori, ciò potrebbe dipendere dal fatto che le persone più esperte tendono anche a praticare attività più intense o più complesse, nelle quali il rischio di piccoli incidenti rimane comunque presente nonostante l’adozione di tutte le precauzioni disponibili.

Dr. Giuliana Proietti

Il consenso è davvero così importante nel BDSM?

Sì. Lo studio sottolinea che il consenso rappresenta uno dei principi fondamentali della cultura BDSM. Prima dell’inizio della scena vengono generalmente concordati i limiti, le pratiche consentite, gli eventuali segni fisici accettabili e le modalità con cui interrompere l’attività.

Gli autori ricordano che, all’interno della comunità BDSM, sono ampiamente diffusi principi come “Safe, Sane and Consensual” (“sicuro, ragionevole e consensuale”) e “Risk-Aware Consensual Kink” (“pratiche consensuali consapevoli dei rischi”), che sottolineano come ogni attività debba essere svolta nel rispetto della volontà e della sicurezza di tutti i partecipanti. Allo stesso tempo, i ricercatori riconoscono che, come in qualsiasi altro contesto relazionale, possono verificarsi violazioni del consenso, motivo per cui la comunicazione preventiva e il rispetto dei limiti restano elementi essenziali.

Quanto è diffuso il BDSM?

Uno dei risultati più interessanti dello studio riguarda la diffusione delle pratiche BDSM nella popolazione generale. Sebbene i partecipanti fossero stati reclutati attraverso un campione di convenienza e i risultati non possano essere estesi automaticamente a tutta la popolazione, oltre tre quarti degli intervistati hanno dichiarato di avere almeno una qualche esperienza con il BDSM, mentre la grande maggioranza ha affermato di possedere almeno una conoscenza di base di queste pratiche.

I ricercatori osservano inoltre che molte persone praticano occasionalmente attività riconducibili al BDSM senza identificarsi come appartenenti alla comunità kink o senza definirsi praticanti BDSM. Questo suggerisce che il confine tra sessualità convenzionale e pratiche BDSM sia spesso meno netto di quanto comunemente si pensi.

Esiste un confine netto tra sessualità convenzionale e BDSM?

Secondo gli autori dello studio, probabilmente no. Alcuni comportamenti, come sculacciate, legature leggere, giochi di ruolo, tirare i capelli o altre forme di stimolazione intensa, possono essere presenti anche nella sessualità di persone che non si considerano praticanti BDSM.

Per questo motivo i ricercatori propongono di considerare queste esperienze come un continuum, che va da pratiche sessuali relativamente comuni fino a forme di BDSM più strutturate e complesse. In questa prospettiva, classificare rigidamente un comportamento come “BDSM” oppure “non BDSM” potrebbe risultare poco utile sia nella ricerca scientifica sia nella pratica clinica.

Perché i dati di questo studio sono importanti da conoscere?

Gli autori ritengono che una migliore conoscenza del BDSM possa essere utile non soltanto ai ricercatori, ma anche agli operatori sanitari, agli psicologi, agli educatori sessuali e agli operatori della giustizia.

Comprendere che alcune lesioni o segni sul corpo possono essere il risultato di pratiche consensuali permette infatti di affrontare questi casi con maggiore attenzione, evitando sia interpretazioni affrettate sia il rischio di confondere attività consensuali con episodi di violenza o abuso. Allo stesso tempo, gli operatori dovrebbero essere preparati a porre domande rispettose e prive di pregiudizi quando si trovano di fronte a persone che praticano il BDSM.

PUBBLICAZIONI Dr.ssa Giuliana Proietti

I test

Quali conclusioni hanno tratto i ricercatori?

Secondo gli autori, il BDSM rappresenta una realtà molto più articolata di quanto venga comunemente rappresentato. La ricerca mostra che molti adulti hanno almeno una certa familiarità con queste pratiche e che l’esperienza tende ad associarsi a una maggiore attenzione verso la comunicazione, il consenso e l’utilizzo delle parole di sicurezza.

I risultati evidenziano inoltre che i segni fisici più frequentemente osservati sono generalmente di lieve entità, mentre le lesioni gravi risultano relativamente rare. Gli autori sottolineano comunque che alcune pratiche possono comportare rischi significativi e richiedono quindi esperienza, preparazione e un’attenta valutazione dei limiti personali.

Nel complesso, lo studio invita a superare stereotipi e pregiudizi, suggerendo che il BDSM debba essere analizzato con gli strumenti della ricerca scientifica piuttosto che attraverso rappresentazioni mediatiche o giudizi morali. Una migliore conoscenza di queste pratiche può favorire sia la tutela della salute sia una maggiore capacità degli operatori di distinguere tra attività consensuali e comportamenti realmente abusanti.

Dr. Giuliana Proietti

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Psicoterapeuta • Sessuologa

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Fonte:
Drouin M, Hernandez E, Machette A, Garcia JR, Boyd RL. An exploration of marks/injuries related to BDSM sexual experiences. Sex Med. 2023 Jun 2;11(3):qfad020. doi: 10.1093/sexmed/qfad020. PMID: 37273891; PMCID: PMC10236207.

 

Di Giuliana Proietti

Giuliana Proietti – Psicoterapeuta e Sessuologa Clinica

Giuliana Proietti è psicoterapeuta e sessuologa clinica. Offre consulenze psicologiche e sessuologiche sia online, accessibili da qualsiasi luogo, sia in presenza nelle sedi di Fabriano, Civitanova Marche, Ancona e Terni.

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