La biancheria intima è spesso raccontata come un simbolo di femminilità, fascino e seduzione. Ma questa narrazione porta con sé una domanda tanto diffusa quanto fuorviante: una donna che sceglie lingerie ricercata è davvero più passionale di chi preferisce capi semplici e pratici?
L’idea che il desiderio o la sensualità possano essere dedotti dall’abbigliamento nasce da stereotipi culturali che continuano a influenzare il modo in cui viene percepita la femminilità. Vale quindi la pena affrontare il tema da una prospettiva diversa, più attenta alla libertà di scelta, ma anche ai condizionamenti sociali che possono influenzare quella scelta.
La lingerie è una scelta personale, ma nessuna scelta nasce nel vuoto
Per molte donne la lingerie è un modo per sentirsi più attraenti, più sicure di sé o semplicemente più in sintonia con il proprio corpo. Indossare un completo in pizzo, delle calze autoreggenti o un intimo ricercato può essere un gesto che aumenta l’autostima e il benessere personale, indipendentemente dal fatto che qualcun altro lo veda.
Allo stesso tempo, però, sarebbe ingenuo pensare che queste preferenze siano sempre completamente spontanee. Fin dall’adolescenza le donne sono esposte a messaggi pubblicitari, immagini mediatiche e modelli estetici che associano la femminilità alla seduzione e alla cura costante del proprio corpo. Per alcune, indossare lingerie elegante diventa un piacere autentico; per altre può trasformarsi in un’aspettativa interiorizzata dalla quale è difficile sentirsi libere.
Esistono poi situazioni in cui la scelta è influenzata dal partner. Alcune donne indossano determinati capi perché sanno che il compagno li apprezza o perché desiderano alimentare il gioco erotico della coppia. Altre, invece, possono sentirsi sotto pressione quando percepiscono che il partner attribuisce alla lingerie un valore quasi imprescindibile della femminilità o della desiderabilità. In questi casi è importante distinguere tra una scelta condivisa e un comportamento dettato dal timore di deludere aspettative esterne.
In ogni caso, nessuna di queste situazioni permette di trarre conclusioni sulla personalità o sulla sessualità di una donna. La lingerie racconta molto meno del contesto in cui viene scelta.
Il rapporto con il proprio corpo cambia nel tempo
Il modo in cui una donna vive la lingerie può cambiare profondamente nel corso della vita. Ci sono periodi in cui scegliere un intimo ricercato fa sentire più sicure e altri in cui la priorità diventa il comfort. Il rapporto con il proprio corpo non è immutabile: può essere influenzato dall’età, dalla maternità, da una malattia, dai cambiamenti fisici, dall’umore, dall’autostima o dalla qualità della relazione di coppia.
Per questo motivo non ha senso attribuire significati rigidi alla scelta dell’intimo. Una stessa donna può attraversare fasi molto diverse, senza che questo dica nulla sul suo desiderio sessuale o sulla sua femminilità.
Da dove nasce lo stereotipo della lingerie “più sensuale”?
L’idea che una donna con lingerie ricercata sia automaticamente più passionale è il risultato di una rappresentazione culturale consolidata, alimentata dalla pubblicità, dalla moda, dal cinema e dalla pornografia. Per decenni l’intimo femminile è stato raccontato soprattutto attraverso uno sguardo esterno, spesso maschile, che lo ha trasformato in un simbolo di disponibilità, seduzione e desiderabilità.
Dal punto di vista scientifico, però, non esistono evidenze che colleghino il tipo di biancheria indossata a un maggiore desiderio sessuale. La sessualità dipende da fattori emotivi, psicologici, relazionali e biologici che non possono essere dedotti da ciò che una persona indossa.
Ridurre la sensualità di una donna alla sua lingerie significa ignorare la complessità delle esperienze femminili e continuare ad alimentare stereotipi che limitano la libertà di espressione.
Dietro ogni scelta di stile esistono motivazioni diverse: il piacere personale, la ricerca di sicurezza, l’influenza dei modelli culturali, il desiderio di piacere al partner, la fase della vita che si sta attraversando o il rapporto con il proprio corpo.
Nessuna di queste ragioni rende una donna più o meno sensuale delle altre. La vera differenza non sta nella lingerie che indossa, ma nella possibilità di scegliere liberamente se indossarla oppure no, senza sentirsi giudicata o obbligata a conformarsi alle aspettative altrui.
Dr. Giuliana Proietti

Giuliana Proietti – Psicoterapeuta e Sessuologa Clinica
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