L'Effetto Dunning-Kruger
L’Effetto Dunning-Kruger

L’Effetto Dunning-Kruger

Giuliana Proietti Articoli

Cosa si intende per effetto Dunning-Kruger?

Si intende un pregiudizio di natura cognitiva per cui le persone con conoscenze o competenze limitate in un dato ambito intellettuale o sociale sovrastimano notevolmente la propria conoscenza o competenza in quell’ambito, sia rispetto a criteri oggettivi, sia rispetto alle prestazioni dei loro pari o delle persone in generale.

Chi ha elaborato questa teoria?

Sono stati due psicologi: David Dunning e Justin Kruger

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Come si spiega questo effetto?

Si spiega con il fatto che la capacità metacognitiva di riconoscere le carenze nella propria conoscenza o competenza richiede che si possieda almeno un livello minimo dello stesso tipo di conoscenza o competenza, che coloro che mostrano l’effetto non hanno raggiunto. Detto in parole più semplici, queste persone non sanno di non sapere, non sono consapevoli delle proprie carenze, anzi, presumono di non esserlo, in linea con la tendenza della maggior parte delle persone a “scegliere ciò che pensano sia l’opzione più ragionevole e ottimale”.

E’ una scoperta recente?

No, è un luogo comune che avere una scarsa conoscenza sia una cosa pericolosa: se ne è parlato lungamente nelle osservazioni di scrittori e pensatori nel corso dei secoli. Un esempio? Charles Darwin scrisse: “L’ignoranza genera fiducia più spesso della conoscenza”.

Dr. Giuliana ProiettiAlbo degli Psicologi Lazio n. 8407

Quando hanno parlato di questo effetto per la prima volta?

Negli studi riportati nel loro articolo “Non qualificati e inconsapevoli: come le difficoltà nel riconoscere la propria incompetenza portano a autovalutazioni gonfiate” (Unskilled and Unaware of It: How Difficulties in Recognizing One’s Own Incompetence Lead to Inflated Self-Assessments”, 1999), Dunning e Kruger hanno testato le capacità di quattro gruppi di giovani adulti in tre ambiti: umorismo, logica (ragionamento) e grammatica . I risultati hanno supportato le loro previsioni secondo cui, rispetto ai loro pari più competenti, “gli individui incompetenti… sovrastimano notevolmente le loro capacità e prestazioni rispetto a criteri oggettivi”; essi sono, inoltre, meno capaci di riconoscere la competenza quando la vedono.

Si può fare un esempio concreto di questo effetto?

Si, prendiamo un caso tipico: quando si imparano le lingue. Se si va in Inghilterra, completamente digiuni della lingua, all’inizio ci si sente completamente spaesati ed ignoranti. Poi, già nel primo mese, si apprendono un po’ di parole e si comincia a interagire con gli altri. Questi progressi producono nella persona un certo stupore di se stessi: un mese fa non si era capaci di dire nulla, ora si capisce e si parla delle cose essenziali con una certa facilità. I propri progressi vengono sopravvalutati perché non si hanno ancora le conoscenze e le competenze della lingua che permetterebbero di sapere se si stanno pronunciando le parole nel modo giusto o formando frasi grammaticalmente corrette. La conoscenza minima impedisce di comprendere i propri errori. Inoltre, la mancanza di paragoni porta a sopravvalutare le proprie capacità.

Dr. Giuliana Proietti Email: info@giulianaproietti.it
Skype: giuliana.proietti

Un altro esempio?

Gli studi hanno dimostrato che circa l’80% delle persone pensa di  “saper guidare meglio della persona media”, una statistica che è matematicamente impossibile.

Un eccessivo senso di abilità durante la guida può indurre i conducenti a prendere decisioni avventate e a incorrere in incidenti. I principianti – coloro che hanno meno di sei mesi di esperienza di guida – hanno  probabilità otto volte maggiori di essere coinvolti in un incidente. Ciò non è dovuto al solo fatto di non saper guidare, ma anche al fatto che si sentono troppo sicuri di sé. Pensare di avere più controllo sul volante di quanto se ne abbia nella realtà porta a fare scelte sconsiderate, causando un numero allarmante di incidenti e ad un aumento delle tariffe assicurative.

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Questo effetto è stato studiato anche di recente?

Si, successive indagini sull’effetto Dunning-Kruger hanno esplorato la sua influenza in molti altri settori, tra cui affari, medicina e politica. Ad esempio, uno studio pubblicato nel 2018 ha indicato che gli americani che sanno relativamente poco di politica e governo hanno maggiori probabilità rispetto ad altri americani di sopravvalutare la propria conoscenza di tali argomenti. Inoltre, secondo lo studio, questa tendenza sembra essere più pronunciata nei contesti in cui le persone si considerano sostenitori dell’uno o dell’altro dei principali partiti politici ( repubblicani o democratici ) .


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Perché si tratta di un effetto pericoloso, a livello sociale?

Perché le persone che non sanno di non sapere appaiono molto sicure di se stesse e quindi vengono facilmente credute.

Questo effetto riguarda anche le persone molto informate e competenti?

Si, le persone che sono al top in una determinata area tematica possono non rendersi conto delle loro capacità perché svolgono il loro lavoro in modo naturale, senza fatica, e dunque non si rendono conto che gli altri possono sperimentare le cose in modo diverso. La facilità con cui acquisiscono certe abilità o aree di conoscenza li rende ciechi rispetto al fatto che il lavoro può essere più impegnativo per gli altri.

Come si può migliorare la propria capacità di riconoscere la propria incompetenza?

Paradossalmente, si può migliorare la propria capacità di riconoscere la propria incompetenza diventando più competenti, “fornendosi cioè le abilità metacognitive necessarie per essere in grado di comprendere di aver fatto valutazioni sbagliate”. Prima di prendere qualsiasi decisione occorre chiedersi: conosco veramente questo tema o mi sto sopravvalutando perché ne so troppo poco? Confrontarsi con i risultati degli altri può essere un modo efficace per valutarsi.

Dr. Giuliana Proietti

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Image by Gerd Altmann from Pixabay

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