La coercizione riproduttiva: una forma di violenza

La coercizione riproduttiva

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Dr. Giuliana Proietti

Psicoterapeuta • Sessuologa

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La coercizione riproduttiva è una forma di violenza di genere ancora poco riconosciuta, ma con profonde implicazioni sulla salute fisica, mentale e sessuale delle persone coinvolte. Si manifesta attraverso comportamenti volti a controllare, limitare o manipolare le decisioni riproduttive di un’altra persona. Cerchiamo di saperne di più.

Cosa si intende per coercizione riproduttiva?

Il termine “coercizione riproduttiva” (in inglese *reproductive coercion*) è stato coniato negli Stati Uniti nei primi anni 2000 da ricercatrici come Elizabeth Miller, per descrivere una serie di comportamenti coercitivi messi in atto soprattutto nei rapporti di intimità. Questi comportamenti mirano a interferire con l’autonomia riproduttiva di una persona, e comprendono:

  • Impedire l’uso di metodi contraccettivi, come sabotare il preservativo, rimuovere il cerotto o l’anello vaginale, o nascondere la pillola.
  • Forzare o ostacolare una gravidanza, ad esempio pressando la persona a rimanere incinta contro la propria volontà, oppure impedendole di interrompere una gravidanza desiderata.
  • Minacciare, ricattare o colpevolizzare in relazione alle decisioni riproduttive.
  • Controllare l’accesso ai servizi sanitari, come vietare visite ginecologiche o impedire l’accesso a servizi di interruzione volontaria di gravidanza.

Queste forme di controllo possono essere esercitate da un partner, ma anche da altri membri della famiglia o della comunità, in contesti culturali o religiosi dove la maternità è considerata un dovere sociale o morale.

Dr. Giuliana Proietti - Relazione su: Non Monogamia Etica


Dove è più diffuso questo fenomeno?

La coercizione riproduttiva può colpire persone di qualsiasi età, orientamento sessuale, classe sociale o origine etnica. Tuttavia, studi evidenziano che è più frequente in contesti dove le disuguaglianze di genere sono più marcate, e dove le donne o le persone con capacità gestazionale hanno meno risorse per esercitare la propria autonomia.

Quali sono le conseguenze di questa forma di violenza?

Le conseguenze della coercizione riproduttiva sono molteplici:

  • Aumento delle gravidanze indesiderate o non pianificate
  • Interruzioni volontarie di gravidanza ripetute, spesso in contesti di scarsa sicurezza.
  • Maggiori rischi per la salute psicologica, come ansia, depressione, senso di colpa, bassa autostima.
  • Impatto sul benessere relazionale e sessuale, con difficoltà di fiducia, paura del giudizio e conflitti nella coppia.

La coercizione riproduttiva si intreccia spesso con altre forme di abuso, come la violenza psicologica, fisica o economica. In molti casi, è un indicatore precoce di relazioni disfunzionali e potenzialmente pericolose.

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Gli operatori e le operatrici sanitarie, in particolare ginecologi, ostetriche, psicologi e terapeuti, possono giocare un ruolo cruciale nel riconoscere i segnali di coercizione riproduttiva.
È fondamentale, in primis,  creare uno spazio sicuro, confidenziale e non giudicante in cui fare domande dirette, ma sensibili, sull’autonomia decisionale della persona.
Si devono, inoltre, offrire informazioni chiare su metodi contraccettivi discreti, come dispositivi a lunga durata (IUD, impianti sottocutanei).
Dovrebbero infine essere sollecitati anche i centri antiviolenza.

E’ riconosciuta questa forma di violenza nel codice penale italiano?

No. Nonostante la gravità del fenomeno, la coercizione riproduttiva non è ancora esplicitamente riconosciuta nel codice penale italiano, né in molte legislazioni europee. Tuttavia, alcuni passi avanti si stanno compiendo, soprattutto grazie al lavoro delle associazioni femministe, delle professioni sanitarie e delle istituzioni internazionali.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito la coercizione riproduttiva tra le forme di violenza contro le donne e raccomanda l’integrazione di strumenti di rilevazione nei servizi di salute sessuale e riproduttiva.

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Immagine: Rahego

Di Giuliana Proietti

Giuliana Proietti – Psicoterapeuta e Sessuologa Clinica

Giuliana Proietti è psicoterapeuta e sessuologa clinica. Offre consulenze psicologiche e sessuologiche sia online, accessibili da qualsiasi luogo, sia in presenza nelle sedi di Fabriano, Civitanova Marche, Ancona e Terni.

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